Non solo Wharol: Franco Angeli e la Pop Art (italiana)

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Franco Angeli, Half Dollar, 1975, smalto su tela
Franco Angeli, Half Dollar, 1975, smalto su tela

Nato nel 1935 a Roma, Franco Angeli ha visto crescere le sue quotazioni in modo esponenziale, arrivando ad attestarsi come un vero e proprio precursore della Pop Art italiana. Pop Art interpretata come mezzo simbolico facilmente comprensibile, capace di trasmettere messaggi universali legati alla grandezza del passato e alla denuncia socio-politica del mondo che lo circondava. Il suo, però, non era un intento strettamente rivoluzionario ma una volontà di esprimere quei forti messaggi presenti nella sua contemporaneità.

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Figlio di una famiglia socialista romana, costretta spesso a spostarsi per sfuggire alle accuse di sovversivismo, l’Angeli iniziò a lavorare sin dalla più tenera età. Svolse qualsiasi mansione gli permettesse di monetizzare e aiutare la sua numerosa famiglia, colpita dalla perdita precoce del padre e dalla malattia della madre. È solo nel 1955 che intraprende la strada della pittura, facendo tesoro di quelle tecniche che aveva potuto conoscere nei suoi lavori precedenti. Non a caso lavorando da un carrozziere era riuscito a prendere confidenza con sagome, forme e tagli mentre lavorando da un tappezziere per auto aveva imparato la tecnica del velatino, poi applicata alla sua creazione artistica.

Franco Angeli, Half Dollar, fine anni ’60 inizio anni ’70, smalto su tela

Il suo avvicinamento all’arte si ebbe con lo scultore Edgardo Mannucci che gli permise anche di conoscere alcune opere dell’umbro Alberto Burri, dal quale riuscì ad apprendere quella matericità che lo allontanerà sempre più dalla viscerale agitazione più tipica del clima informale. La sua pittura sarà tendenzialmente monocroma, basata sull’accordo tonale. Segni, tratti, oggetti e immagini si sovrappongono sulla tela con un effetto cromatico che porta alla graduale scoperta di ogni singolo elemento. Un esempio sono i numerosi “Half dollar”, realizzatati con tecniche diverse, dove a dominare il supporto è il simbolo presidenziale americano, riproposto in modi e colori diversi, ma sempre con la stessa forza emotiva.

Franco Angeli, United States of America, 1965, smalto su tela con tulle

Sono le icone del mondo lui contemporaneo che si trasformano in simbolo dell’artista, divenendo un tratto distintivo che collega tra loro le opere d’arte di Franco Angeli, ora chiaramente “neutralizzate” nel supporto materico.

Un artista da scoprire

Tutto questo substrato storico, artistico ed emotivo lo rende ancora oggi un artista da scoprire. Attraverso le sue opere non ci dà certezze ma ipotesi, invitando tutti a visitare il suo portfolio per cercare di comprendere a fondo l’animo della creazione. Una scoperta che può essere piacevolmente approfondita nelle numerose mostre nazionali e internazionali dei suoi capolavori (venduti da Sotheby’s a più di 100 mila euro).

Le foto sono state tratte dal sito ufficiale degli Archivi Franco Angeli (www.archiviofrancoangeli.org)

Marco Grilli

Storico e critico d’arte, ho fatto della cultura la mia mission. Ho curato mostre, realizzato pubblicazioni, redatto testi critici e sono entrato nel mondo digitale, qualificandomi come Content Manager 2.0. Il web è, infatti, la nuova “frontiera culturale” e l’arte è sempre più universale. Con questa consapevolezza possiamo diffondere il sapere.

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