The Court of Redonda

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Pensata appositamente per Ca’ Dandolo, The Court of Redonda è una personale di Stephen Chambers. Aperta al pubblico gratuitamente fino al 26 novembre prossimo. Dal fascino tutto particolare per tema, colori e location, la mostra è un evento collaterale della 57° Biennale d’arte di Venezia. Qui l’artista inglese presenta al pubblico 101 ritratti dei cortigiani di Redonda. Redonda è un’isola caraibica, uno scoglio impossibile da abitare nel mezzo dell’Oceano Atlantico. Ma dotata di una corte immaginaria fatta di artisti, scrittori e letterati che nel tempo hanno saputo costruire attorno a sé un racconto sospeso tra leggenda e realtà.

The Court of RedondaLa corte di Redonda vive proprio, e solo, per mano dei suoi cortigiani che la descrivono e la dipingono, insomma la raccontano, alimentandone la leggenda. Come ogni corte che si rispetti anche Redonda ha un Re. L’ultimo in ordine temporale è stato Javier Marias, noto scrittore spagnolo, che ha recentemente insignito Chambers del titolo di Visconte. A Ca’ Dandolo, dunque, siamo di fronte a un élite artistica che viene raccontata visivamente da Chambers, ma che non può fisicamente abitare la propria isola.

Gli sfondi monocromi e i colori accesi usati dall’artista inglese collocano questi personaggi in un tempo indefinito. Ca’ Dandolo accentua questa dimensione atemporale e fiabesca, accompagnando lo spettatore in un percorso non solo artistico, ma anche geografico e letterario. Con un colpo d’occhio si può avere uno scorcio di Venezia fuori dalla finestra. E con un altro si possono apprezzare i volti dei cortigiani, immaginari ma reali, appesi alle pareti del salone centrale.

The Court of Redonda

Il tema del doppio, quindi è il cuore di questa mostra, sotto diversi punti di vista. Qual è il confine tra immaginazione e realtà? Quant’è lontana Redonda da Venezia? E questi cortigiani a quale mondo appartengono di più, a quello immaginario di Redonda o a quello reale di Venezia? La specificità di ogni personaggio è sublimata in una semplice posa con dettagli stilistici simili tra loro, ma mai uguali, in una continuità ritmica tra i vari ritratti. 101, per la precisione, è un numero primo, divisibile solo per uno e per se stesso e infatti possiamo considerare questa panoramica di volti di Redonda un’unica opera. Scendere dal vaporetto di San Tomà ed entrare a visitare questa mostra è un momento di pura poesia di cui abbiamo tutti estremamente bisogno.

The Court of Redonda

È ancora possibile raccontate una leggenda?

La magnificenza di questa corte immaginaria, ci aiuta a trascendere la realtà dei fatti e credere che sia ancora possibile raccontare una leggenda. Questa diversamente dal solito, non appartiene a un passato remoto, ma è presente e vive in mezzo a noi, grazie e soprattutto al lavoro d Stephen Chambers. Nel palazzo sono esposti anche altri lavori di Chambers, tra cui il trittico “State of a Nation”, allegoria della Brexit, e la vita di Casanova realizzata in tredici stampe su chine collè.  Nell’ultima stanza, infine, campeggia una serie dal titolo “The gangs of New York”. Opera realizzata da Chambers durante una residenza artistica del 2014 a Brooklyn, in cui emergono le peculiarità degli abitanti del Five Points Disctrict di New York a metà del diciannovesimo secolo.

Carlotta Borasco

Sono laureata in arti&design presso lo Iuav di Venezia dall’aprile 2013. Ho lavorato come performer per Bruce Nauman, Pawel Althamer, Andreco e Motus. Nell’agosto 2017 ho partecipato alla prima fase del progetto Conca Nomade insieme agli artisti Giulia Terenzi, Rossano D’Andrea e Georgia Galanti con una mostra prevista a Cattolica tra ottobre e novembre 2017. Durante l’ultima Biennale d’arte di Venezia ho lavorato come unica assistente di lingua italiana alla mostra The Court of Redonda dell’artista inglese Stephen Chambers, RA. Focalizzo il mio interesse per l’arte soprattutto su performing arts e videoarte. Sono sempre alla ricerca di nuove collaborazioni artistiche. 

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