Cristo alla colonna, Antonello da Messina

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Cristo alla colonna
Antonello da Messina, Cristo alla colonna

Il dipinto, eseguito intorno al 1476, mostra un soggetto religioso caro ad Antonello da Messina di cui sono state eseguite diverse varianti. Cristo alla colonna. Il celebre pittore siciliano, occupa un ruolo chiave nella storia dell’arte italiana per merito del suo stile rivoluzionario, figlio delle molteplici esperienze e dei viaggi dell’artista lungo tutta la penisola italiana che gli permisero, tra l’altro, di entrare in contatto sia con la pittura nord-europea che con quella spagnola. Proprio per questa ragione, Antonello, riuscì a dare vita a quel straordinario mix tra arte italiana, con la sua compostezza formale, e quella fiamminga, dominata dalla luce e da un interesse per il naturalismo.

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Dall’arte fiamminga il pittore siciliano prese anche la tecnica della pittura a olio, ancora sconosciuta in Italia, attraverso la quale riuscì a rendere, in modo così suggestivo e realistico, la lucentezza e la trasparenza delle lacrime del Cristo che possiamo notare nel dipinto. Il Cristo di Antonello, dunque, piange e piange lacrime vere; lacrime che non erano mai state così vere nella pittura italiana, prima di lui.  Insieme a queste, cadono delicatamente sulle carni bianche e rosate del Cristo, anche le gocce di sangue causate dalla corona di spine che, insieme ad altri dettagli, quali la bocca socchiusa e la posizione del volto ravvicinata e di tre quarti, contribuiscono a rendere, questa raffigurazione religiosa, di grande impatto emotivo.

L’artista scelse anche un formato dell’opera molto ridotto che la fa sembrare quasi un semplice ritratto e aiuta a focalizzare l’attenzione dello spettatore sul volto e sull’intensità dell’espressione di Cristo. Il pittore aveva anche una profonda conoscenza delle regole della prospettiva e lo vediamo bene nel dettaglio della corda che sembra poggiare sul bordo della tavola, come sul davanzale di una finestra. L’innovativo Cristo alla colonna di Antonello da Messina ebbe probabilmente un enorme successo, a giudicare dal numero di repliche e copie che sono sopravvissute fino a noi.

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La piccola dimensione indica che si tratta di un dipinto eseguito per la devozione privata che nel XV secolo produsse molte commissioni, invitando alla meditazione. Sicuramente ci troviamo di fronte a un’opera capace di instillare nell’osservatore, una sentita compassione per il dolore dell’uomo. Il Cristo che ci sta davanti non è una figura vuota e lontana, è lacrime e sangue, è sentimento ed emozione. Il Cristo di Antonello è l’uomo.

Continua l’esplorazione

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Cristo in pietà e un angelo

C.C.

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