Le mostre da non perdere nel 2018

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Le mostre da non perdere

Per chi ama l’arte sono molte le proposte espositive in cantiere per il 2018. Non è facile scegliere. Io mi limito a proporre una selezione che mira ad attirare l’attenzione su mostre di forte richiamo in quanto dislocate in città molto note come Milano Venezia o Treviso, insieme ad altre che richiedono un occhio particolare come Conegliano (TV) o Forlì. Sono convinto che l’appassionato non resterà deluso.
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Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella collezione Ligabue

Venezia, Palazzo Loredan dal 12 gennaio al 30 giugno 2018.
Oltre 150 opere per introdurre il visitatore nel mondo dei Maya, degli Aztechi, degli Inca e di altri popoli che hanno abitato la Mesoamerica e l’America del Sud prima dell’arrivo di Cristoforo Colombo e dei conquistadores. Davide Domenici, membro del comitato scientifico della mostra, ha approfondito il tema del gioco della palla nelle civiltà precolombiane dimostrando come gli europei siano debitori nei confronti di Maya e Aztechi dell’invenzione del pallone di gomma.

Le mostre da non perdere
Rodin, Il pensatore

Un grande scultore al tempo di Monet

Treviso Museo di Santa Caterina dal 24 febbraio al 23 giugno 2018.
Il 2017 è stato l’anno delle celebrazioni per il centenario della morte del grande scultore Auguste Rodin (1840-1917). Gli sono state dedicate due mostre, al Grand Palais di Parigi nella scorsa primavera e al Metropolitan Museum di New York. L’ultima che conclude idealmente il centenario, si apre a Treviso al Museo di Santa Caterina: Rodin. Un grande scultore al tempo di Monet, curata da Marco Goldin. La mostra si articola in 80 opere, cinquanta sculture comprese le più famose: dal Bacio al Pensatore e trenta lavori su carta.

Le mostre da non perdere
Albrecht Dürer, Lepre, 1502

Dürer e il Rinascimento

Dal 21 febbraio al 24 giugno 2018 al Palazzo reale di Milano.
Pittura disegno e grafica fecero di Albrecht Dürer (1471-1528) il massimo esponente del Rinascimento tedesco. Il percorso espositivo si articola in oltre cento opere, tra cui quelle di Cranach, Bellini, Mantegna e Giorgione, che indagano il suo rapporto con l’Italia e le città d’arte, Venezia, Roma, Ferrara e Mantova.

Le mostre da non perdere
Caravaggio, Mdonna dei pellegrini, 1604-1606

L’eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio

Forlì, Musei di San Domenico dal 10 febbraio al 17 giugno 2018.
La mostra vuole idealmente indagare gli anni che vanno dal Sacco di Roma (1527) alla morte di Caravaggio (1610); dal Giudizio universale di Michelangelo (1541) al Sidereus Nuncius (1610) di Galileo. Il periodo storico che vide brillare gli ultimi bagliori del Rinascimento e l’apparizione delle opere fondamentali dl Manierismo. Quando prevale la commissione della pittura sacra, con Caravaggio assoluto protagonista, con i suoi soggetti radicati nel popolare. Tra l’ultimo Michelangelo e Caravaggio sfilano in mostra, tra gli altri: Raffaello, Lorenzo Lotto, Sebastiano del Piombo, i Carracci, Veronese e Tiziano.

Le mostre da non perdere
Osvaldo Licini, Castello in aria, 1933-36

Osvaldo Licini 1894-1958

Venezia, Collezione Guggenheim dal 22 settembre 2018 al 14 gennaio 2019.
Nel 1958 Licini il gran premio internazionale per la pittura alla XXIX Biennale di Venezia. A 60 da quell’anno il museo gli dedica una retrospettiva, con oltre 80 opere. Per testimoniare una pittura intessuta di colori e di segni. Con questi ultimi che rivelano forza volontà magia.

Le mostre da non perdere
Teodoro Wolf Ferrari, Lo spitz di mezzodì da Brusa Adaz a Zolno Alto

Teodoro Wolf Ferrari. La modernità del paesaggio

Palazzo Sarcinelli, Conegliano (TV) dal 2 febbraio al 24 giugno 2018.
Curata da Giandomenico Romanelli la mostra vuole aiutare a riscoprire un autore forse non molto conosciuto dal grande pubblico. Wolf Ferrari è l’artista veneziano che ha interpretato le tendenze dell’arte europea e italiana tra il XIX e il XX secolo. Definito poeta del paesaggio, ha saputo rappresentare, sessanta i lavori selezionati a tale scopo, mediante dipinti, acquarelli, pannelli decorativi, vetrate, le colline che vanno da Asolo a Conegliano fino alle alture del monte Grappa.

Selezione curata da Fausto Politino.

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi su Twitter: PolitinoF.

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