Il fumetto e l’emancipazione della donna

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l'emancipazione della donna

Nuovo post dalla rubrica #IconaFumetto che ripercorre per voi la storia di questa forma d’arte, tra illustrazione e cinema. Oggi vi guiderò attraverso una serie di personaggi e storie che hanno segnato l’emancipazione della donna all’interno dei fumetti. Siamo sempre negli Anni Venti e ci troviamo negli Stati Uniti. Sono anni in cui irrompe sul mercato del lavoro la cosiddetta “ragazza lavoratrice”. Questo inevitabilmente aggiunge un nuovo personaggio stereotipato da inserire nelle storie a fumetti. Si tratta generalmente di ragazze dal carattere intraprendente, coi capelli corti, la gonna che si accorcia e un bel sorriso stampato sulle labbra. Una nuova protagonista ideale di storie ambientate nel mondo del lavoro in cui il pubblico femminile poteva immedesimarsi e per cui il pubblico maschile nutriva grande curiosità.

l'emancipazione della donna

Winnie Winkle è la prima esponente della nuova generazione di giovani emancipate. Apparve nel 1920 sul “Chicago Tribune”, ad opera di Martin Michael Branner. Si tratta di una giovane donna bionda, non fidanzata, stenografa, ma interessata a far carriera. Un chiaro segnale dei tempi che stavano davvero cambiando. Nel 1921 invece nacque Tillie the Toiler, una giovane brunetta, seria lavoratrice, come sottolinea il titolo. Il suo creatore è Russ Westover che si ispirò alle esperienze della moglie per creare il personaggio. Dapprima segretaria e poi modella, rappresenta il prototipo della ragazza che sa sempre cavarsela. Anche di fronte ai più imbarazzanti approcci maschili.

l'emancipazione della donnaFritzi Ritz è un’altra moretta, nata dall’immaginazione di Larry Whitington. La procace e sofisticata miss tutta ricci e curve, esordisce nel 1922. In lei vediamo un modello decisamente hollywoodiano. Nel 1937 la strip fu rilevata da Ernie Bushmiller che la portò al successo. Un po’ frivola e un po’ sportiva, nel corso della sua storia si troverà un fidanzato, altrettanto frivolo. Dumb Dora invece è il soprannome di Dora Bell. Questa giovane moretta sembra un po’ stupidina, ma in realtà al momento giusto riesce sempre a cavarsela dimostrando un ingegno inaspettato. La strip nasce nel 1924 ad opera di Murat Bernard “Chic” Young, artista specializzato nel disegno di corpi femminili. La curiosità divertente è che ogni storia termina sempre con qualcuno che esclama: “She ain’t so dumb!”ovvero, non è mica tanto stupida!

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Little Orphan Annie, creata nel 1924 da Harold Gray è inconfondibile e un po’ inquietante. Si tratta di una bambina dagli impressionanti occhi spalancati in grandi orbite vuote accompagnata sempre da un cagnetto. In realtà è un personaggio un po’ antipatico e poco credibile. Troppo lacrimevole, saccente e a tratti moralista. Nonostante ciò ha avuto un grande successo e le sue avventure, condite di melassa e buoni sentimenti, hanno ispirato un musical e ben tre film. L’ultimo di questi, del 1981, diretto da John Huston. Cenerentola ha invece ispirato la figura di Ella Cinders. Una candida e sfortunata ragazza con tanto di matrigna e sorellastre che la fanno disperare. In questo caso però si aggiungono un padre e un fratellino. Questa patetica creatura, nata nel 1925, è opera di Bill Conselman e di Charlie Plumb e negli anni successivi ispirerà un film e un romanzo.

l'emancipazione della donnaAl 1927 invece risale la nascita di Connie, ideata da Frank Godwin. Questa bella bionda è probabilmente la più affascinante fra tutte le eroine dei comics. Non è sciocca, non è orfana e non è nemmeno comica. Questo personaggio si muove infatti in un fumetto realistico che avrà nel corso del tempo delle virate verso l’avventura e la fantascienza. Little Annie Rooney, nata nel 1928 ad opera di Brandon Walsh è un po’ l’anti-Little Orphan Annie. Anche lei è orfana e deve fare i conti con un mondo di cattivi, accompagnata dal fido cagnetto. Ma in questo caso il personaggio è vispo e simpatico. Manca il sentimentalismo e la propaganda politica sdolcinata che invece contraddistinse Little Orphan Annie.

Mi rendo conto che ai nostri occhi moderni molte di queste eroine appaiono degli stereotipi, in alcuni casi offensivi per la donna contemporanea. Ma erano gli Anni Venti e la strada verso l’emancipazione muoveva i suoi primi passi anche nei fumetti.

Continua l’esplorazione …

Se vuoi scoprire tutta la storia del fumetto segui l’etichetta #iconafumetto

C.C.

Fonti: Gulp!100 anni a fumetti, a cura di Ferruccio Giromini, Marilù Martelli, Elisa Pavesi, Lorenzo Vitalone, Electa, Milano, 1996

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