L’architettura nei dipinti di Monet sbarca a Londra

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Monet sbarca a Londra
Claude Monet, Canal Grande

Forse è azzardato riferirsi ad un Monet inedito. Ma a quello meno noto, sì. La mostra Monet e l’architettura è visitabile a Londra, alla National Gallery, fino al 29 luglio 2018. In che senso meno noto? In una rassegna di settantacinque opere suddivisa in tre sezioni: “Il villaggio e il pittoresco”, “La città e la modernità”, “Il monumento e il mistero”, il curatore focalizza il percorso creativo dell’artista selezionando i quadri che hanno nella componente architettonica la chiave di lettura. Dagli inizi fino alla mostra dei dipinti veneziani nel 1912. Il visitatore ha la possibilità di immergersi in alcuni lavori che appartengono alle celebri serie di Monet. Una delle quali è dedicata alla Cattedrale di Rouen, dal 1892 al 1894.

Monet sbarca a Londra
Claude Monet, il Parlamento di Londra

Poi le altre: i Covoni 1890/1, i Pioppi 1891, le Ninfee che non sono in mostra in quanto fuori tema, e quindi la rappresentazione dello stesso oggetto pittorico nel Parlamento di Londra 1900/1 e in Venezia 1908. Qualsiasi discorso sul pittore impressionista deve partire da un interrogativo. Qual è il suo scopo quando sceglie la serie, la ripresa dello stesso motivo, considerandolo da angolature diverse. E mostrandocelo “da diverse incidenze e qualità della luce?” Possibile risposta. Mediante la variabilità luminosa, delle condizioni atmosferiche e soggettive, Monet vuole disfarsi della staticità del reale. Convinto che la sua essenza sia da ricercare nel manifestarsi delle varie modalità percettive.

Quindi il Parlamento londinese, la cattedrale di Rouen, Venezia sono solo dei pretesti. Il vero soggetto dei dipinti è la materia pittorica e le sue relazioni con le variazioni di luce.
È arrivato il momento di osservare da vicino qualche opera. Nel Canal Grande del 1908, la Basilica barocca della Madonna della Salute attira la nostra attenzione. Insieme alla verticalità dei pali di ormeggio che fanno da contraltare all’imponenza della chiesa. Il riferimento architettonico è ben visibile. Ma sono le vibrazioni luminose a prevalere. Personalmente sono attratto dal riflesso dei raggi del sole sull’acqua. Dall’ondeggiare delle gocce di luce.

Monet sbarca a Londra
Claude Monet, la Gare Saint Lazare

Ne Il Parlamento di Londra del 1904, forme, masse architettoniche, prospettive, grondano nella nebbia. Le torri neogotiche del Parlamento si dissolvono. Sembrano spettri. Il sole lotta per non sprofondare nella foschia. Il soggetto scelto è sul punto di svanire. Monet sfiora il cromatismo astratto. Con i suoi raggi scomposti, il sole comunque riesce a perforare lo spessore ovattato dell’atmosfera. Ne La Gare Saint Lazare del 1877, nei cambiamenti di luminosità. Nelle nubi causate dal vapore. Nel soggetto in continua trasformazione, Monet trova nella stazione gli ingredienti che confermano la sua poetica. Gli effetti del colore e della luca hanno la meglio sull’impostazione geometrica dell’architettura metallica.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

La mostra

MONET E L’ARCHITETTURA – National Gallery, Londra. Fino al 29 luglio 2018.

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