Adele Bloch-Bauer I, Gustav Klimt

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Adele Bloch-Bauer I
Gustav Klimt, Adele Bloch-Bauer I

Ed eccoci a una nuova opera, Adele Bloch-Bauer I, che voi stessi avete votato di più tra quelle dell’artista Gustav Klimt, in occasione del sondaggio realizzato nella →community di Artesplorando su Facebook. Si tratta davvero di un’opera straordinaria, sia per la qualità artistica che per la travagliata storia che ha dovuto affrontare. Oggi si trova esposta a New York, alla Neue Galerie, ma prima di trovare questa collocazione ha passato molte traversie. Il dipinto venne realizzato da Klimt nel 1907 e raffigura Adele Bloch-Bauer che è stata l’unica donna rappresentata due volte dall’artista in ritratti a figura intera. È stato a lungo ipotizzato che lei, di famiglia ebraica alto borghese molto benestante, e Klimt avessero una storia d’amore, ma questa è un’altra storia che potete trovare qui.

Fatto sta che il dipinto, insieme ad altre quattro opere di Klimt, venne strappato alla famiglia Bloch-Bauer dai nazisti nel 1938. Passò quindi alla Österreichische Galerie Belvedere di Vienna che espose il capolavoro fino al 2006. Ma le cose erano destinate a cambiare radicalmente. Si perchè a questo punto la vicenda mette al centro della scena Maria Altmann, legittima erede dei Bloch-Bauer. La tenace e anziana donna assunse una squadra di avvocati nel 1999 nel tentativo di recuperare i dipinti. Dopo varie vicende il caso raggiunse la Corte suprema degli Stati Uniti che alla fine, dopo sette anni, sentenziò che i beni rubati fossero restituiti ai legittimi proprietari. Tutti e cinque i dipinti, incluso Adele Bloch-Bauer I. La Altmann decise poi di vendere l’opera alla Neue Galerie affinché venisse sempre esposta al pubblico. Sull’intera storia è stato pure tratto un film, Woman in Gold (2015), diretto da Simon Curtis che vi consiglio.

Nel ritratto Adele Bloch-Bauer I il cosiddetto periodo d’oro di Klimt raggiunge il suo apice. Adele è avvolta da una tunica di metallo splendente, lo stesso materiale che ritroviamo nella poltrona, su cui si appoggia la donna, e nello sfondo. Nello scintillare degli ori e nel groviglio di quadrati, spirali, triangoli, occhi e ovoidi, i contorni della figura sono incerti. Solo il volto, bellissimo nel suo aspetto perlaceo, spicca nel magma di elementi decorativi. Elementi che forse, nelle forme di occhi e mandorle, hanno segreti significati erotici. Le sue mani sono intrecciate nervosamente e anch’esse sfuggono alla colata d’oro e insieme al volto sembrano ritagliati in un prezioso intarsio. Un’opera quindi che ci restituisce non solo un bellissimo ritratto, ma anche una storia fatta di passione, di guerra, di ingiustizia, ma che possiamo dire per fortuna si sia conclusa nel migliore dei modi.

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Allora, vi è piaciuta quest’opera e la sua storia? La conoscevate già? Scrivetemi impressioni, pareri, suggerimenti e rimanete ancora con me su Artesplorando 🙂

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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