Giacometti e Bacon a confronto

0
Giacometti e Bacon
Alberto Giacometti, Walking Man II

Che cosa lega le oltre cento opere che fanno dialogare due grandi autori dell’arte del 900, Alberto Giacometti e Francis Bacon, in apparenza così lontani? Per rispondere all’interrogativo sono andato a rileggere qualche pagina del saggio di Gilles Deleuze, Francis Bacon. Logica della sensazione, edito da Quodlibet nel 1995. In particolare, l’incipit dell’VIII capitolo là dove scrive: “In arte, in pittura come in musica, non si tratta di riprodurre o di inventare delle forme, bensì di captare delle forze. È per questa ragione che nessuna arte è figurativa. La celebre formula di Klee, non rendere il visibile, ma rendere visibile, non significa nient’altro. Il compito dell’arte si definisce come il tentativo di rendere visibili delle forze che non lo sono”.

Se ti piace il blog, seguilo anche su Facebook! 👇👇👌

Ed è proprio la forza che si esprime sul corpo, sullo spazio che permette a Giacometti e Bacon di dialogare. Che è poi una questione che i pittori conoscono bene. Cézanne vuole dare visibilità alla contrazione delle montagne, alla forza generativa della mela. Van Gogh alla forza sviluppata da un seme di girasole. Ciò che hanno in comune Giacometti e Bacon sono i silenziosi e potenti campi di forza che le loro opere riescono a scatenare. E il porre al centro della loro ricerca una certa idea del corpo. I diversi modi di rinchiuderlo in una cornice, in una gabbia, per sottolinearne la solitudine. Per esorcizzare qualsiasi aspetto illustrativo o narrativo della figura.

Giacometti e Bacon
Francis Bacon, Three studies of Isabel Rawsthorne

Bacon è un individuo tormentato che dipinge attingendo alla propria esistenza, portando nei quadri i fantasmi di una vita fragile e disperata. A quindici anni diventa consapevole della propria omosessualità. Sorgono forti contrasti con il padre. Per i suoi comportamenti ambigui finisce con il cacciarlo di casa. Bacon ne risente? Senza voler avallare il determinismo che fa coincidere la sofferenza della psiche con la creazione artistica, qualcosa emerge osservando il suo modo di trasferire sulla tela i frammenti deformati dell’altro. Nei Three studies of Isabel Rawsthorne, Bacon sottopone la serie delle teste, come scrive ancora Deleuze, a pressione, dilatazione, contrazione, schiacciamento, stiramento che vengono esercitate sulla testa immobile, come sconvolgimenti affrontati nel cosmo da un viaggiatore spaziale nella sua capsula. È come se forze invisibili schiaffeggiassero la testa dalle angolazioni più svariate.

Le esperienze estreme non risparmiano neppure Giacometti. La pressione che esercita sulle facce, sui corpi è di un altro tipo. Tende a ridurre al minimo la materia di cui sono fatti per dare il meno appiglio possibile alla morte che ci accompagna ovunque. A vent’anni gli muore accanto durante un viaggio in treno, l’uomo che ha casualmente conosciuto. Non è la morte a sconvolgerlo ma la solitudine di quell’essere. Percepisce che non è solo il corpo a diventare inerte, ma lo stesso io, inutile involucro della materia. La scomparsa del compagno di viaggio gli rivela il nulla.

sostieni artesplorando

La persona che si ama o si guarda è solo effimera apparenza. Una materia priva di senso che ci rapporta al prossimo, da un lato come un assoluto, e dall’altro come il niente. Di qualcuno, possiamo cogliere l’idea dello sguardo e non la presenza. Si spiegherebbe nelle sue sculture la riduzione del volto ad una lama, per allontanare la caducità della materia, simbolo dell’ineluttabile fine. Il suo Uomo che cammina è il prototipo, gracile filiforme disincarnato, di chi ha avuto esperienza dell’inferno e si è ridotto solo pelle e ossa.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

La mostra

BACON-GIACOMETTI. Basilea, Fondation Beyeler, fino al 2 settembre 2108.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here