Giulia Lama

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Giulia Lama
Giovanni Battista Piazzetta, ritratto di Giulia Lama

Stiamo vivendo una fase di grandi scoperte, clamorosa la Resurrezione di Cristo attribuita al Mantegna, ne ho scritto in Artesplorando il 25 maggio, e di riscoperte. Con l’attenzione rivolta ai pittori meno noti al grande pubblico. Vorrei proporre prima Giulia Lama. Pittrice e poetessa vissuta nel ‘700. E in seconda battuta Cola dell’Amatrice (Amatrice 1489 – Ascoli Piceno 1547). Iniziamo dalla prima. Gli spazi espositivi di Ca’ Rezzonico a Venezia ospitano la mostra dedicata a Giulia Lama fino al 3 settembre 2018. Con una selezione della sua opera grafica che fa parte del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe del Museo Correr.

Giulia Lama
Un nudo realizzato dall’artista

Un’anticonformista e poliedrica artista vissuta nel 700, tutta da scoprire. Scoperta agevolata dai dodici splendidi disegni di nudo esposti e restaurati per l’occasione. Si ipotizza che potrebbero essere i primi, nella storia dell’arte, ad essere dipinti dal vero da una donna. Una pratica artistica decisamente poco ortodossa nel 700. Figlia d’arte, si tiene lontana dal manufatto, all’epoca tipicamente “femminile”, del ritratto o della miniatura. Ma non disdegnava cimentarsi nel merletto per riuscire a sopravvivere. Giulia Lama affronta anche soggetti storici o importanti pale d’altare. Come il Cristo crocifisso con santi del 1730, per la Chiesa di San Vidal a Venezia. Da notare l’originalità dell’impostazione scenica proiettata vero l’alto. Attraverso la visione allungata di Cristo posizionato di scorcio sulla destra, con i due putti, uno in ginocchio l’altro seduto, afflitti e piangenti.

Giulia Lama
Giulia Lama, Cristo crocifisso con Santi

Il quadro, che usa i chiaroscuri alla maniera del Piazzetta, è dominato da un colore che rende vigoroso il dramma rappresentato. Non ci sono personaggi soltanto decorativi. Tutti agiscono raffigurati in una gestualità plastica ed espressiva. Lo stesso Piazzetta ci ha lasciato il ritratto della Lama. Forse non è una donna bellissima ma, par di capire, non priva di temperamento anche se malinconica. Per le delusioni amorose “e i tormenti dell’anima”. La personalità anticonvenzionale e anticonformista dell’artista emerge nei disegni. Nei nudi soprattutto, esposti per la prima volta nella Sala degli Arazzi. Sono nudi che contrastano con la visione stereotipata della femminilità. Sono vigorosi, plasticamente scolpiti in ogni parte del corpo. I seni le spalle il ventre le gambe hanno qualcosa di Michelangelo. In particolare, i suoi nudi dello sfondo del Tondo Doni.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

La mostra

GIULIA LAMA. PITTRICE E POETESSA 1681-1747. Ca’ Rezzonico Venezia, fino al 3 settembre 2018.

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