Le forme del sole nell’arte

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sole nell'arte
Michelangelo, storie della Genesi, Cappella Sistina, 1508

La presenza del sole, la sua simbologia e quindi la potenza della sua immagine accennata o conclamata, è stato il soggetto che ha ispirato molti pittori. Chiunque può cercare nel web o sfogliare una storia dell’arte e imbastire una personale tassonomia. Quella che suggerisco io si basa su opere notissime. Facilmente rintracciabili.

Cominciamo dalla Genesi di Michelangelo, iniziata nel 1508 a trentatré anni. Ce ne sarebbero voluti quattro per affrescare le scene bibliche. Il grande artista crea il volto e il corpo di Dio ex novo. Com’è noto nella Bibbia non c’è nessuna descrizione. Siamo di fronte ad un uomo anziano, folti i capelli e la barba grigi. Muscoli in evidenza sotto le larghe tuniche, sguardo consapevole, divide muovendo le braccia la luce dalle tenebre. Con l’indice della mano destra rivolto in avanti dà vita al sole. Con quello della sinistra crea alle sue spalle la luna.

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Guido Reni, Aurora, 1613-14

Tra il 1613 e il 1614 Guido Reni affresca Aurora per la volta del salone centrale del Casino Pallavicini a Roma. Il giovane Apollo guida il carro d’oro del sole trainato da quattro cavalli raffigurati in un unico volume. Il dio dai riccioli d’oro, spiccando il volo, sembra volersi allontanare da un incendio, tanto ardente è il calore del sole.

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William Turner, nave negriera, 1840

Nel 1840 William Turner ne La nave negriera (The Slave Ship) riprende un episodio atroce di cinquant’anni prima. Il comandante di un vascello diretto in Giamaica trasporta schiavi. Quando arriva un tifone deve alleggerire il carico per uscirne in fretta. Allora ordina all’equipaggio di buttare in mare oltre cento schiavi. Vivi e imprigionati nelle catene. Con i pesci e i mostri marini che nuotano in acqua. Il colore dominante è il profondo rosso del tramonto che si getta nel mare e nella nave. L’opera, che all’epoca non fu capita dai critici, è stata letta come una rappresentazione del domino della natura sull’uomo.

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Claude Monet, impressione, sole nascente, 1872-74

E arriviamo al 1874. Quando Claude Monet espone nei locali del fotografo Nadar a Parigi una tela dipinta due anni prima, Impressione, sole nascente. Che lui stesso descrive con: “il sole nella bruma e gli alberi di qualche nave che fanno capolino”. Neanche questa pittura fu capita. Quando si dice la lungimiranza dei critici! Uno di loro scrisse: “L’impressione che danno gli impressionisti è quella di un gatto che passeggia sulla tastiera di un pianoforte”. Oggi sappiamo che le veloci pennellate accostate fra loro senza fonderle, avrebbero cambiato per sempre il modo di dipingere.

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Van Gogh, il seminatore, 1888

Per la prima volta il sole appare in Van Gogh nel 1888. Nel Seminatore del Museo Kröller-Müller di Otterlo. Per riuscire a catturarne l’intensità, per “vedere il colore con una limpidezza più giapponese”, il pittore si era spinto fino ad Arles. Mentre il contadino avanza con un’andatura decisa concentrato nella semina dei campi, il disco solare sta calando lentamente all’orizzonte immergendo tutta la scena in un giallo caldo e sfolgorante.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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