Il ritratto, mezzo per l’immortalità

0
Il ritratto

Come iniziare ad approcciarsi alla conoscenza della storia dell’arte? beh forse il modo più divertente è farlo dimenticando i soliti percorsi cronologici e procedere per temi traversali.
Almeno è così che mi piace fare quando si parla d’arte.
I principali generi che hanno attraversato la storia della pittura sono tre: il ritratto, il paesaggio, la natura morta.

Il primo che andrò a trattare è il ritratto, un soggetto che ha percorso la storia dell’arte fin dai suoi albori.
Il ritratto per definizione è la rappresentazione, più o meno fedele alla realtà, di un individuo o di un gruppo di individui.

Nel tempo si è sviluppato anche l’autoritratto, ossia il ritratto dell’autore stesso dell’opera. Il ritratto può essere realizzato in pittura, scultura, fotografia, disegno e in un certo modo limita la libertà dell’artista che comunque deve attenersi all’osservazione dal vero del soggetto rappresentato. Per questo motivo molti artisti non hanno mai praticato questo genere. Ma quando nacque questo genere? Dopo i primi esempi egiziani durante il regno di Amenophi IV, in cui il ritratto sperimenta delle forme molto caratterizzate, possiamo dire che l’inizio della ritrattistica avvenne nella Grecia del VI secolo a.C. E da allora non si fermò più. Certo ci furono periodi più o meno fortunati, ma alla fine dei conti possiamo dire che il ritratto ha veramente attraversato la storia dell’arte.

Il ritratto quindi mosse i primi passi tra Egitto e Grecia, la culla della civiltà, ma presto si diffuse in tutto il mondo. Dove c’era il potere da celebrare, o anche semplicemente il desiderio di lasciare ai posteri la propria immagine, lì si sviluppava anche il ritratto. Attenzione però. Non va mai considerato una semplice riproduzione della realtà, perché l’immagine generata è condizionata dalla sensibilità e dal gusto dell’artista e dal periodo storico in cui questo opera, smussando o accentuando tratti fisici o psicologici del soggetto proposto. Nel corso della storia dell’arte gli artisti che hanno praticato questo genere sono stati moltissimi, praticamente tutti. Spesso alcuni ritratti sono diventati delle vere e proprie icone.

Pensiamo ai Coniugi Arnolfini di Jan van Eyck oppure alla Gioconda di Leonardo. O ancora al doppio ritratto dei Duchi di Montefeltro di Piero della Francesca, ai ritratti di Carlo V di Tiziano, a quelli di Napoleone di Jacques-Louis David. Oppure alla misteriosa ragazza con turbante e orecchino di Jan Vermeer. Per arrivare agli autoritratti di Van Gogh e Frida Kahlo. E potrei andare avanti. Ad ogni modo fin da che l’uomo ha coscienza di sé è sempre stato vivo il desiderio di lasciare la propria immagine. Raggiungere l’immortalità attraverso dipinti, sculture, fotografie. Vi sono civiltà che hanno praticato quasi esclusivamente questa forma d’arte, ed altre che non l’hanno praticata affatto, per ragioni sociali, culturali ed ideologiche su cui si sono sviluppate e che osserveremo strada facendo.

Se ti piace il blog, metti un like alla pagina Facebook 😉

In altri casi il ritratto è diventato un mezzo di pura fantasia, per cercare di rendere visibile ed in certi casi venerabile, l’immagine di soggetti di cui in realtà non si sono conosciuti i tratti fisionomici reali e di cui addirittura è in discussione l’esistenza: mi riferisco ad esempio agli apostoli, ai santi, oppure alle figure mitologiche o ai filosofi, poeti, letterati del passato (Omero, Virgilio, Plinio…). Ad ogni modo, il ritratto ha permesso a molte persone e agli artisti che le hanno rappresentate di entrare nella storia diventando praticamente immortali. In questo video trovate un’introduzione al genere fatta per la prima web serie di Artesplorando:

Qui invece trovate le principali tappe storiche del ritratto:

Per scoprire la storia del ritrattismo segui l’etichetta #ritrattieritrattisti

C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here