Le origini del ritratto: i teschi di Gerico

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i teschi di Gerico

Scopriamo le affascinanti origini del ritratto nell’arte umana con i teschi di Gerico, le prime testimonianze scultoree che risalgono tra il 10.000 e il 9.000 a.C. Queste opere antiche non solo rappresentano un primo tentativo di catturare l’essenza di una persona dopo la morte, ma svolgono anche un ruolo magico e sacrale, offrendo uno sguardo unico sulle pratiche funerarie e sulle credenze spirituali delle antiche civiltà.

L’arte dei Teschi di Gerico: tra magia e ritrattistica

I teschi di Gerico non sono semplici resti umani; sono capolavori scultorei modellati direttamente sui crani dei defunti. Queste sculture sono tra le prime forme di ritratto nella storia dell’umanità, che mirano a ricreare le fattezze del viso della persona scomparsa. Gli artisti di quel tempo utilizzavano materiali come conchiglie per gli occhi, dipingevano i capelli e aggiungevano altri dettagli distintivi come i baffi, per conferire al teschio un aspetto il più possibile realistico e vicino all’aspetto che il defunto aveva in vita.

Significato culturale e artistico

Questi teschi decorati non erano solo tributi ai defunti, ma avevano anche una funzione sacrale e magica, probabilmente utilizzati in rituali o come custodi della memoria dei loro antenati all’interno delle comunità. La loro esistenza indica una comprensione sofisticata della morte e del ricordo, elementi centrali nella vita delle prime società umane.

Impatto sulla scultura successiva

È plausibile affermare che i teschi di Gerico abbiano posto le basi per lo sviluppo della scultura in gesso e altre forme d’arte figurativa nel Medio Oriente antico. Con la loro ricca ornamentazione e il loro significato profondo, questi teschi rappresentano non solo un’evoluzione artistica significativa ma anche un importante passo avanti nella rappresentazione umana.

In conclusione, i teschi di Gerico non sono solo antichi manufatti archeologici, ma vere e proprie opere d’arte che offrono preziose intuizioni sulle origini del ritratto e sul ruolo dell’arte nelle pratiche spirituali e culturali delle prime civiltà. Queste sculture continuano ad affascinare storici, archeologi e amanti dell’arte per la loro bellezza e il loro significato storico profondo. Si può dire quindi che qui comincia la tradizione del ritratto, che non si è mai interrotta nel tempo e che dura ancora oggi.

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Per una guida introduttiva al genere del ritratto leggete QUI
Per scoprire la storia del ritrattismo segui l’etichetta #ritrattieritrattisti

C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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