Agnolo Bronzino, il ritrattista

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Agnolo Bronzino, ritratto di Bia de' Medici
Agnolo Bronzino, ritratto di Bia de’ Medici

Non è mia volontà scrivere qui una biografia del Bronzino, ma piuttosto tracciarne i contorni del grande ritrattista che fu, nell’alveo de percorso che Artesplorando ha fatto nella storia del Ritratto. Supremo interprete della congelata, rigorosa etichetta della corte granducale di Firenze, Bronzino (Agnolo di Cosimo, 1503-1572) attraversa e caratterizza la storia del manierismo, accompagnandone gli sviluppi, dall’iniziale ribellione rispetto agli schemi della pittura quattrocentesca fino alla sua affermazione come pittura di regime e, infine, come enigmatico stile di una ristretta aristocrazia culturale.

In occasione delle nozze tra Cosimo I Medici ed Eleonora di Toledo, Bronzino diventa il pittore di fiducia dei Medici, creando raffinatissime immagini di potere, elaborando uno stile personale che lo farà presto eccellere nel genere del ritratto.
Come vediamo nel celebre ritratto di Eleonora di Toledo con il figlio, avvolta in un vestitino di abbacinante bellezza.

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Ritratto di Bia de’ Medici

L’opera che vedete qui sopra però raffigura Bia de’ Medici, un ritratto impressionante e magnetico, carico di gelida suggestione.
Il ritratto venne eseguito in tutta probabilità postumo, come ricordo della bambina, morta a cinque anni nel 1542. Bronzino immaginò la bambina a mezza figura, seduta su una sedia. Lo sfondo azzurro si accende attorno al volto, evidenziandolo. La luce fredda e l’assenza di effetti chiaroscurali forti accentuano la levigatezza dell’incarnato e fanno del ritratto una sublime idealizzazione. Lo sguardo è rivolto con intensità allo spettatore.

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Un insieme di nobiltà, autocontrollo, compostezza, severità, distacco: ogni sentimento viene trattenuto e filtrato dall’immota maschera dell’aristocrazia. Avvenne in quegli anni una separazione di correnti nella storia del ritratto: da un lato il Rinascimento lombardo-veneto che imboccò la strada dei sentimenti del ritratto dei “moti dell’anima”; dall’altro lo stile aulico e aristocratico dell’Italia centrale che auspicava più alla celebrazione del potere e dell’autorità.

Continua l’esplorazione …

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C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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