Bambini e famiglie

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Bambini e famiglie
Agnolo Bronzino, Bia de’ Medici

Il sentimento per l’infanzia si manifestò a piccoli passi nel corso della storia. Per tutto il Medioevo  ad esempio l’età infantile non venne quasi nemmeno rappresentata. Quando le circostanze lo richiedevano il bambino veniva raffigurato come un adulto in formato ridotto: non so se ci avete mai fatto caso, ma i bambini nei dipinti del Medioevo sono quasi sempre bruttini e poco realistici.

Questo perché? ovviamente non perché gli artisti non fossero in grado di disegnare i bambini, ma era come se la prima età della vita non venisse considerata. Come se non vi fosse posto per i bambini, in una società in cui la mortalità infantile era altissima. Si mettevano al mondo molti bambini perché era molto probabile che ne sopravvivessero pochi, per cui non aveva senso affezionarsi a qualcosa che si pensava quasi sempre destinato a morire. È un pensiero crudele per noi contemporanei, ma in passato il neonato non era nemmeno considerato una persona a tutti gli effetti come la riteniamo noi.

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Nel corso del XIV e XV secolo, il tema dell’infanzia cominciò ad apparire nell’iconografia religiosa, grazie sopratutto alla rappresentazione dell’infanzia di Gesù, della Madonna e dei Santi. Iniziamo allora questo piccolo album fotografico di famiglia. Uno dei ritratti più significativi è quello di Bia de’ Medici, figlia di Cosimo I ed Eleonora di Toledo, rappresentata come una dama in miniatura, con tanto di filo di perle al collo e che fa parte di un progetto iconografico-politico di affermazione del potere a Firenze. 

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Diego Velazquez, L’infante Felipe Prospero

È agli inizi del XVII secolo che finalmente il bambino viene separato dal contesto per vivere di vita propria. Impareggiabile in questo è Velazquez, che ritrae l’infanta Margherita in vari momenti della sua fanciullezza.

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Cornelis de Vos, Magdalena e Jan Baptist de Vos
O ancora Cornelis di Vos, il pittore che ritrae i suoi figli con tutte le speranze e l’affetto che un padre può esprimere. Uno dei più grandi ritrattisti di questo periodo è Anton van Dyck, impareggiabile nell’effigiare i bambini.

Nel XVIII secolo, accanto ai ritratti dei rampolli delle famiglie aristocratiche cominciano ad apparire anche quelli dei bambini appartenenti al nuovo ceto della borghesia. Grande interpreti di questa nuova realtà sono Chardin in Francia, con i suoi quadri silenziosi ed essenziali, e Reynolds e Gainsborough in Inghilterra. Il tema dell’infanzia diventerà, nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, uno dei temi prediletti dagli impressionisti e fu molto apprezzato anche dai collezionisti. Spesso i bambini ritratti sono i figli degli artisti, che prendono il posto dei figli dell’alta società: Manet realizza il ritratto del figlio Leon.

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Edouard Manet, ragazzo con spada

Mary Cassatt, pittrice statunitense amica di Degas, venne introdotta da lui tra gli impressionisti nel 1877 ed uno dei suoi quadri più belli, raffigura bambine che giocano sulla spiaggia. Veramente incantevole è, nel quadro bambino che dorme, l’immagine di Clovis, figlio di Gauguin, profondamente addormentato sul tavolo. Solo un anno dopo che Gauguin ha dipinto questa tela, Paul Cezanne ritrae il figlio Paul, in uno dei suoi quadri più imponenti di quel periodo. Il sentimento dell’infanzia riesce ad addolcire anche un’autore energico e spigoloso come Pablo Picasso che ritrae la figlia Maya nel 1938.

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Mary Cassatt, bambine che giocano

Continua l’esplorazione …

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C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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