Il ritratto allegorico

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Il ritratto allegorico
Agnolo Bronzino, Andrea Doria come Nettuno, 1540, Pinacoteca di Brera, Milano

Il ritratto allegorico comincia ad apparire, o quantomeno a rinnovarsi, nel Rinascimento, rispondendo ai principi idealizzanti di quel periodo.
Per ritratto allegorico si intende la rappresentazione di una persona nei panni di un’altra, riconoscibile attraverso simboli, oggetti o per l’abbigliamento.
Tutto questo perché? Molto semplicemente per portare sulla tela particolari virtù morali o etiche del personaggio rappresentato. In questo post troverete alcuni esempi pratici che aiuteranno a capire quanto detto sopra. Il ritratto allegorico conoscerà una continua fortuna fino al Settecento, secolo in cui il ritratto arcadico-allegorico sarà particolarmente diffuso. L’opera che vedete qui è di Agnolo Bronzino e rappresenta Andrea Doria nei panni di Nettuno.

Andrea Doria come Nettuno

L’opera fu acquisita dalla Pinacoteca di Brera nel 1898 dagli eredi di Paolo Giovio, umanista comasco al servizio dei Medici che la commissionò per la sua famosa raccolta di ritratti di uomini illustri, custodita nella villa presso Como.
L’ammiraglio Andrea Doria, nato nel 1466, è ritratto ormai attempato, diventato signore incontrastato della Repubblica di Genova a seguito dell’unione con l’imperatore Carlo V, decantato per le numerose e storiche conquiste sui mari.

C’è una differenza rispetto agli altri ritratti di signori e capitani, come Stefano Colonna, Guidobaldo Della Rovere, o dello stesso granduca Cosimo I de’ Medici. In quei casi gli uomini di potere sono immortalati nelle scintillanti armature da parata. Qui invece Bronzino sceglie una rappresentazione allegorica raffigurando il patriarca della dinastia Doria nelle vesti mitiche del dio dei mari. L’artista aveva già fatto anni prima qualcosa di simile ritraendo Cosimo I, in anni giovanili, sotto le vesti di Orfeo.

Un ammiraglio nei panni di un dio

Sul fondale scuro si tratteggiano porzioni di una vela e il robusto albero maestro di una imbarcazione, con evidente riferimento al ruolo prevalente dell’ammiraglio, il cui nome è scolpito sull’albero stesso con lettere auree. Il protagonista è ritratto a mezza figura, con un’intensa rotazione della testa verso destra mentre il torso è orientato di tre quarti a sinistra. Il dio ha una barba fluente, palese richiamo michelangiolesco del Mosè, e mostra fieramente il busto nudo appena protetto da un panno che cela, non interamente, il pube. Lo sguardo è distante e concentrato.

Bronzino, noto per l’uso di colori brillanti e gradazioni opposte, realizza invece questo dipinto con una varietà dimessa di marroni e di grigi, consegnando la celebrazione del valoroso al crudo verismo con cui delinea l’anatomia del fisico senile, dipinto senza offuscare i chiari segni dell’età ma celebrandone anche l’energia e la possanza ancora manifesti.

Continua l’esplorazione …

Guardate la puntata della web serie di Artesplorando dedicata al ritratto allegorico.
Per scoprire la storia del ritrattismo segui l’etichetta #ritrattieritrattisti

C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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