Eugene Carrière, artista che sfugge alla retorica delle scuole

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Eugene Carrière
Eugene Carriere, Autoritratto

Un artista che forse pochi di voi conosceranno: Eugène Carrière. Questo pittore che merita tutta la vostra attenzione. Nacque il 16 gennaio 1849 a Gournay sur Marne, attuale Seine Saint-Denis, in Francia. Iniziò la sua carriera a Strasburgo come litografo, poi si iscrisse alla Scuola di Belle Arti di Parigi dove, frequentando i musei e sotto la guida dell’artista Alexandre Cabanel, cominciò a definire un modo del tutto personale di osservare la natura. Fin da giovane ebbe le idee chiare i quanto a ideali di giustizia e libertà, desiderando un mondo più unito e tollerante, idee confermate dall’opera I diritti dell’uomo oggi conservata al Museo di Strasburgo.

Con il celebre scultore Auguste Rodin, con cui condivise i principi estetici, strinse amicizia fin dal 1880 e per lui realizzò la copertina del catalogo della sua esposizione del 1900.
Carrière nel corso della sua vita faticò e soffrì molte privazioni, ma prima della sua morte, venne ufficialmente riconosciuto anche se non del tutto approvato dalla critica accademica. Non fu un impressionista. Non fu neanche un realista. Un “solitario”, hanno deciso di chiamarlo. Carrière senz’altro fu un uomo di notevoli impulsi sociali, e quando nel 1889 ricevette la Legione d’Onore, egli fu in grado di mescolarsi con i suoi simili. Era lo spirito più progressista tra tutti i suoi fratelli.

Un artista di riferimento della pittura moderna

Altrettanto con certezza si può dire che, tra accademismo e modernismo, divenne un artista di riferimento nell’ambito della pittura moderna di allora sostenendo i giovani talenti. Non a caso fu tra i leader del movimento “secessionista” che portò alla fondazione della Società Nazionale. Nel 1899 insegnò all’Accademia Carrier frequentata da Matisse e Derain che lì trovarono totale libertà di espressione che favorì la loro formazione, così come i fauves, che esposero al Salon d’Automne, per i quali Eugène Carrière tanto si batté e di cui divenne il primo presidente.

Eugene Carrière
Eugène Carrière, ritratto di Paul Gauguin

Lavorò fino all’ultimo, come aveva lavorato per tutta la sua lunga vita, instancabilmente. Morì il 27 marzo 1906 dopo tre anni di sofferenze dovute ad un cancro. Il suo stile personalissimo si trasformò sempre più verso un monocromatismo fatto di terra d’ocra che ispirerà anche il Picasso della prima maniera. Incompreso dal grande pubblico fu apprezzato da Gauguin e Denis. Sempre fedele ai suoi ideali liberali e progressisti difese l’idea di un umanesimo che avesse come priorità la formazione culturale.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l’etichetta #simbolismoesimbolisti 

C.C.

Fonti: Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt, a cura di Genevieve Lacambre, Ferrara Arte Editore, Ferrara, 2007.

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