William Degouve de Nuncques, il pittore dei sentimenti

0
William Degouve de Nuncques, Pavoni
William Degouve de Nuncques, Pavoni

Continua l’esplorazione nel ➡ simbolismo con un vero pittore dei sentimenti. Esistono artisti che dipingono ciò che vedono. E poi ci sono quelli che dipingono ciò che sentono. William Degouve de Nuncques è uno di questi. Nato in Francia nel 1867 da una famiglia aristocratica, Degouve de Nuncques cresce in Belgio dopo la guerra franco-prussiana. Qui, lontano dalle accademie, impara a dipingere da solo, sviluppando fin da subito un linguaggio personale, sospeso tra sogno e silenzio.

Nel 1894 sposa Juliette Massin, artista e musa che lo introduce nel circolo dei simbolisti. È l’inizio di una svolta stilistica profonda: nei suoi quadri entrano atmosfere spirituali, paesaggi interiori, visioni oniriche. Viaggia in Italia, Austria, Francia e, soprattutto, nelle Isole Baleari. Qui, tra il 1899 e il 1902, dipinge coste rocciose e aranceti: la natura diventa simbolica, quasi sacra. I luoghi non descrivono, evocano.

William Degouve de Nuncques
William Degouve de Nuncques, Pink House

Pink House (1892), Angeli nella notte (1894), Pavoni (1896). Tre titoli che raccontano l’anima del suo lavoro: silenzio, magia, mistero. Pink House in particolare ispirerà anni dopo i pittori surrealisti, tra cui René Magritte. È apprezzato sia da maestri come Puvis de Chavannes e Rodin, sia da giovani rivoluzionari come Maurice Denis. Tutti riconoscono in lui la forza di un immaginario fuori dal tempo.

Nei suoi paesaggi raramente ci sono figure umane. E se appaiono, sono angeli dal volto primitivo, sospesi in un’atmosfera rarefatta. L’arte di Degouve de Nuncques sembra sempre sussurrare qualcosa all’anima. Intorno al 1910 vive una profonda crisi religiosa. Poi arriva la Prima Guerra Mondiale: da rifugiato nei Paesi Bassi dipinge poco e con tono dimesso. Il tormento si riflette nelle sue opere, sempre più cupe e intime.

William Degouve de Nuncques
William Degouve de Nuncques, Angeli nella notte
Nel 1919 perde la moglie Juliette e l’uso di una mano. Solo nel 1930, grazie alla donna che lo aveva aiutato a superare la crisi, si risposa. Si ritira a Stavelot, dove torna a dipingere con delicatezza. Negli anni finali dipinge paesaggi innevati, sempre più spogli, quasi mistici. Lo stile si fa semplice, essenziale. È un simbolismo che sfiora l’espressionismo, ma mantiene intatta la sua aura contemplativa. William Degouve de Nuncques muore nel 1935. Non fu mai un artista da grandi platee, ma seppe ispirare intere generazioni. Ancora oggi, le sue visioni ci parlano di un mondo interiore che resiste al tempo.
Pare che un giorno disse:
Per fare un quadro, tutto quello che dovete fare è prendere alcune vernici, trarre alcune linee, e riempire il resto con i sentimenti.

Scopri di più …

Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l’etichetta #simbolismoesimbolisti 

C.C.

Fonti: Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt, a cura di Genevieve Lacambre, Ferrara Arte Editore, Ferrara, 2007

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here