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Paul Gauguin, piccola guida per conoscere l’artista

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Paul Gauguin, piccola guida per conoscere l'artista
Paul Gauguin
Paul Gauguin, Autoritratto

Pittore, incisore, scultore e ceramista francese, Paul Gauguin è considerato – insieme a Cézanne e Van Gogh – uno dei più grandi postimpressionisti e una figura chiave nello sviluppo dell’arte moderna. Il padre, giornalista radicale, e la madre, di origini franco-peruviane, erano oppositori del regime di Luigi Napoleone. Per questo, nel 1851, la famiglia fu costretta a lasciare la Francia e a rifugiarsi in Perù, dove Gauguin trascorse parte dell’infanzia a Lima. Tornò in patria con la madre nel 1855.

Nel 1865 entrò nella marina mercantile, poi in quella militare. Dal 1871 lavorò con successo come agente di cambio. Proprio in quegli anni, però, iniziò ad avvicinarsi alla pittura come dilettante. Nel 1874 visitò la prima mostra impressionista e poco dopo conobbe Camille Pissarro, che lo incoraggiò a proseguire. Nel 1883 lasciò il lavoro per dedicarsi interamente all’arte, scelta che lo condusse a sacrifici e difficoltà economiche.

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Dopo i soggiorni a Rouen, Copenaghen e Pont-Aven, Gauguin sperimentò ceramiche, pittura e xilografie. Fondamentali furono l’influenza di Cézanne, Degas e l’incontro con Van Gogh. Nel 1887 il viaggio in Martinica gli rivelò la forza simbolica del colore. Nel 1888, durante il secondo soggiorno a Pont-Aven, a quarant’anni, elaborò uno stile personale che univa cloisonnisme, simbolismo e un uso innovativo del colore.

Paul Gauguin
Paul Gauguin, La visione dopo il sermone

La nostalgia dei paesaggi dell’infanzia e il desiderio di libertà lo portarono nel 1891 a partire per Tahiti. Qui cercò di immergersi nella cultura locale, lontano dalla società europea. Le sue tele si riempirono di colori vibranti, forme semplificate e simboli legati ai misteri della vita. Tra il 1895 e il 1897 visse momenti difficili: problemi di salute, povertà, la morte della figlia preferita. Da quel dolore nacque la sua opera più monumentale, “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”, un capolavoro carico di domande universali.

Nel 1901 si trasferì nelle Isole Marchesi, a Dominica, dove continuò a dipingere nonostante malattie e difficoltà economiche. Morì nel 1903, quasi ignorato dai contemporanei. Le condizioni precarie lo costrinsero spesso a usare materiali poveri, come la tela di sacco, ma da queste limitazioni seppe ricavare uno stile audace ed energico, che avrebbe influenzato profondamente le avanguardie del XX secolo. A pochi anni dalla sua morte, la sua arte fu riconosciuta come rivoluzionaria: Gauguin aveva aperto la strada a una nuova visione pittorica, antinaturalistica ed emotiva, capace di trasformare il colore in linguaggio universale.

Paul Gauguin
Paul Gauguin, Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?

Così scrisse di sé:

Sono un grande artista e lo so. Proprio perché lo sono, ho sopportato molte sofferenze: per seguire la mia vita, se no mi considererei un bandito. Che è quello che sono, del resto, per molte persone. In fondo, che importa? Ciò che mi tormenta di più non è tanto la miseria quanto gli intralci continui alla mia arte, che non posso realizzare come la sento, e come potrei fare senza la miseria che mi lega le mani. Tu mi dici che ho torto a voler restare lontano dal centro dell’arte. No, ho ragione: da un pezzo so che cosa faccio e perché lo faccio. Il mio centro artistico è nel mio cervello e non altrove, e io sono grande perché non mi lascio frastornare dagli altri e perché faccio quello che è in me.

Paul Gauguin, Lettera alla moglie, Tahiti, marzo 1892

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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