
Gaetano Previati nasce a Ferrara nel 1852 in un contesto piccolo borghese. Si forma tra Ferrara, Firenze e Milano, dove frequenta l’Accademia di Brera sotto Giuseppe Bertini, assimilando una solida base accademica destinata a essere presto superata. Le prime opere di Previati sono legate al romanticismo storico, con soggetti letterari e medievaleggianti. È una pittura colta ma ancora tradizionale, che presto entra in crisi di fronte alle nuove istanze culturali milanesi.

Il trasferimento a Milano è decisivo. Qui entra in contatto con la Scapigliatura lombarda e stringe amicizia con Luigi Conconi. Nascono temi più inquieti: sogno, notte, mistero, sensualità decadente e suggestioni orientaleggianti. Tra il 1887 e il 1890 Previati illustra i Racconti di Edgar Allan Poe. È una tappa chiave: l’artista abbandona il racconto realistico per esplorare visioni interiori, stati psichici, simboli e atmosfere allucinate.
Nel 1889 conosce Vittore Grubicy de Dragon, che lo introduce al Divisionismo e ne diventa mecenate. La tecnica si trasforma: il colore si scompone in filamenti luminosi, la forma si dissolve, la pittura diventa vibrazione spirituale. Alla Triennale di Brera del 1891 presenta Maternità, opera divisionista e simbolista insieme. Incompresa e criticata a Milano, segna però una svolta epocale: il sacro non è più narrativo, ma mistico, astratto, cosmico.
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Previati teorico e illustratore
Nel 1892 Previati è invitato al Salon de la Rose+Croix a Parigi. Entra in contatto con l’ambiente simbolista ed esoterico di Joséphin Péladan, rafforzando la dimensione mistico-spirituale della sua arte. Accanto alla pittura, Previati sviluppa una forte attività teorica. Scrive testi fondamentali sul Divisionismo e realizza grandi cicli illustrativi, tra cui I Promessi Sposi, dimostrando una visione totale dell’arte come sintesi di pensiero e forma.
Tra il 1901 e il 1907 partecipa alle grandi esposizioni europee: Berlino, Monaco, Venezia. Alla Biennale del 1907 prende parte alla celebre Sala del Sogno, manifesto di un’arte visionaria, antinaturalista e moderna. Dopo il 1917, segnato da lutti familiari devastanti, Previati si spegne lentamente. Muore nel 1920. Nonostante il ritorno al paesaggio, sarà riconosciuto dai Futuristi – da Balla in primis – come precursore dell’anti-naturalismo e dell’avanguardia.
L’arte non deve imitare la natura, ma rivelarne il senso profondo.
Gaetano Previati
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C.C.
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