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Il percorso attraverso il simbolismo ci porta in Belgio, alla scoperta di un artista ai più sconosciuto: Armand Rassenfosse. Armand Rassenfosse nacque a Liegi nel 1862 e vi morì nel 1934. Pittore, incisore e illustratore, fu una figura centrale del simbolismo belga, capace di muoversi con naturalezza tra grafica, pittura ed editoria d’arte. Nonostante avesse ricevuto una prima formazione con A. de Witte, Rassenfosse fu in gran parte autodidatta. Per anni lavorò nell’attività paterna e frequentò l’ambiente culturale di Liegi, maturando uno stile personale lontano dall’accademismo.
Il vero punto di svolta arrivò nel 1886, quando incontrò Félicien Rops. Da quel momento iniziò una collaborazione intensa che segnò profondamente il suo immaginario e il suo linguaggio visivo, soprattutto sul piano tematico ed erotico-simbolista. Con Rops, Rassenfosse sperimentò nuove tecniche incisorie, arrivando a sviluppare una variante personale della vernice molle, chiamata “ropsenfosse”. Questa tecnica gli permise di ottenere segni morbidi, sensuali e vibranti, ideali per il suo universo femminile.
Tra le sue opere più importanti spiccano le illustrazioni per Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire, pubblicate nel 1899. Il volume era corredato da 158 acqueforti e 158 litografie, un’impresa monumentale che rappresenta il vertice della sua produzione grafica. Queste immagini, fortemente influenzate da Rops, attingono a un immaginario simbolista fatto di donne enigmatiche, erotismo sottile, allusioni morali e tensioni tra desiderio e peccato, in perfetta sintonia con la poesia di Baudelaire.
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Il passaggio alla pittura
A partire dal 1905 la pittura iniziò a occupare un ruolo sempre più importante nella sua attività. Tuttavia, Rassenfosse espose i suoi primi dipinti solo nel 1912, mantenendo a lungo un profilo riservato e appartato. Nelle opere pittoriche emerse progressivamente l’influenza di James Ensor, altro grande artista belga. Ne è un esempio emblematico La venditrice di maschere, dove il gusto per il grottesco e il teatro dell’umano si intreccia al simbolismo.
Il soggetto prediletto di Rassenfosse rimase sempre la figura femminile: donne colte in momenti di intimità, di attesa o di silenziosa introspezione. Non figure idealizzate, ma presenze vive, sensuali e spesso inquietanti. Rassenfosse non cercò mai il clamore delle avanguardie più rumorose. La sua opera, raffinata e coerente, resta oggi una delle espressioni più eleganti e sottili del simbolismo europeo tra fine Ottocento e primo Novecento.
Il disegno è una carezza data alla forma.
Armand Rassenfosse
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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l’etichetta #simbolismoesimbolisti
C.C.
Fonti: Il Simbolismo, da Moreau a Gauguin a Klimt, a cura di Genevieve Lacambre, Ferrara Arte Editore, Ferrara, 2007









