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Theophile Gautier e la nascita della critica artistica moderna

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Theophile Gautier e la nascita della critica artistica moderna
Theophile Gautier
Theophile Gautier fotografato da Nadar

Lui Theophile Gautier è considerato uno dei precursori della critica d’arte moderna e del concetto di “Art pour l’Art”, ovvero l’arte fine a sé stessa. Questa visione, che ha permeato il pensiero moderno, contrasta con l’idea di un’arte impegnata socialmente. Il suo approccio unico merita un’attenzione particolare, specialmente per chi si voglia addentrare nelle complesse dinamiche dell’arte.

Gautier, oltre a essere un acclamato poeta, si distinse anche come romanziere, drammaturgo e giornalista. Tra le sue opere più note figurano “Mademoiselle de Maupin”, che affronta questioni di amore e identità di genere, e “Il Capitan Fracassa”, che narra le vicissitudini di una compagnia teatrale. Era celebre per il suo stile di vita da dandy e per una spiccata inclinazione per l’estetica, che si rifletteva tanto nella sua vita personale quanto nelle sue opere artistiche. Questo aspetto del suo carattere ebbe un’influenza significativa sugli artisti dell’epoca, inclusi impressionisti e simbolisti.

Nulla di ciò che è bello è indispensabile alla vita. Se si eliminassero i fiori, il mondo non ne soffrirebbe materialmente, chi sarebbe invece pronto a non avere più i fiori? Preferirei dovere rinunciare alle patate piuttosto che alle rose, e credo che non ci sia un solo utilitarista al mondo pronto a strappare i tulipani da un’aiuola per piantarvi dei cavoli.

La formazione artistica di Gautier

La formazione artistica di Gautier è iniziata nello studio del pittore Rioult, esperienza che affinò la sua capacità di osservazione e arricchì il suo stile descrittivo. Gautier dimostrò una visione quasi profetica, essendo tra i primi a valorizzare l’arte di Goya nel suo “Voyage en Espagne” del 1843, redatto in seguito all’inaugurazione del museo spagnolo di Luigi Filippo. Egli anticipò anche la rivalutazione di artisti come Watteau, Fragonard e Boucher, prima ancora che le opere di La Caze fossero esposte al Louvre.

Le numerose recensioni d’arte di Gautier non solo influenzarono l’opinione pubblica del suo tempo ma contribuirono anche a consolidare la critica d’arte come genere letterario di rilievo. È celebre per le sue recensioni delle performance di balletto di Maria Taglioni. Nei suoi scritti, Gautier esplorava spesso tematiche soprannaturali e macabre, rispecchiando l’interesse del Romanticismo per l’occulto e l’esotico, con opere come “La morta innamorata” e “Il piede della mummia” che illustrano questa predilezione.

A che cosa serve la bellezza delle donne? Se una donna è medicamente ben formata, in grado di fare bambini, sarà sempre buona per gli economisti. A che serve la musica? a che serve la pittura? Chi sarebbe così pazzo da preferire Mozart al signor Carrel, e Michelangelo all’inventore della mostarda bianca? È veramente bello solo ciò che non serve a nulla; tutto ciò che è utile è laido, in quanto è l’espressione d’un qualche bisogno, e quelli dell’uomo sono ignobili e disgustosi, come la sua stessa natura povera e inferma.

Uno spunto di riflessione

Un ottimo spunto di riflessione per tutti noi, per chi ormai ritiene arte solo ciò che ha uno scopo, che riesce a coinvolgere più sensi possibili, come un film in 3D o un bel videogioco spara tutto!

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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