Monaco presso il mare, manifesto romantico

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Monaco presso il mare, manifesto romantico

Per chi ancora non l’abbia capito, sono molto innamorato del romanticismo e la divagazione di oggi ci porta ad ammirare uno splendido dipinto di Caspar David Friedrich: Monaco presso il mare. Fu mostrato per la prima volta nell’esposizione del 1810 dell’Accademia d’Arte di Berlino, quando su espressa richiesta dell’artista venne appeso di fianco all’opera Abbazia nel querceto in un vero e proprio percorso di evasione dell’anima verso mondi lontani. Ma cosa rappresenta l’opera?

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Nell’infinito delle dune di fronte all’isola di Rugen, in Germania, nel freddo e grigio mare del Nord, un solitario monaco guarda l’orizzonte pensoso. Un mare minaccioso si staglia all’orizzonte e una luce tetra illumina debolmente l’intera composizione. L’idea di partenza che sta dietro al dipinto è quella tipicamente romantica dell’uomo di fronte alla natura. L’uomo schiacciato dall’immensità della natura, prostrato di fronte al suo mistero. Sentimenti che si traducono nel completo rapimento e nella soggezione di fronte a un simile potente spettacolo.

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L’assoluto, il senso mistico dell’infinito, dell’orizzonte sconosciuto, sono qui esposti in un’opera che divenne simbolo dell’estetica romantica. Ma la cosa più interessante di questo manifesto del romanticismo è proprio la piccola immagine del monaco nella vastità dell’ambiente: unico elemento verticale che ci riesce a fornire una misura del paesaggio, segnando il limite tra uomo e natura, mortalità ed eternità. Una curiosità: questo elemento, ovvero la figura piccola e sola persa in una vasta ambientazione, verrà ripreso anni dopo dalla pittura metafisica di Giorgio de Chirico.

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C.C.

Fonti: Il museo immaginato, Philippe Daverio, Rizzoli, Milano, 2011

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