La pittura a tempera, piccola guida per capire cos’è

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pittura a tempera

Quella della pittura a tempera è una tecnica caratterizzata dall’uso dei pigmenti legati da sostanze grasse, ma non oleose, come emulsioni di uovo, latte, lattice di fico, gomme, cere, colle ecc. Il termine deriva proprio da “temperare”, cioè stemperare i colori, mescolarli in giusta misura.
I supporti usati per questa tecnica sono legno, metallo, pietra, cartone, tela, carta, ecc. La tempera fu molto usata per tutto il Medioevo, prima della diffusione della pittura a olio.
La fonte principale per lo studio di questa tecnica è ad oggi il Libro dell’Arte di Cennino CenniniEsistono due tipi diversi di questa tecnica:

  • La tempera grassa è una variante in cui i leganti sono sostanze oleose e resinose che rendono il colore fluido e trasparente che cominciò a essere usata fra il XIV e il XV secolo.
  • La tempera magra invece usa come legante una gelatina, una colla vegetale o una sostanza derivata dalla caseina che si presenta come un film opaco tendente a schiarire con l’essicamento.

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Le tempere hanno il vantaggio, a differenza dei colori ad olio, di asciugare rapidamente, diventando in certi casi insolubili all’acqua e di avere tinte più stabili nel tempo. Un aspetto negativo invece è rappresentato dal cambiamento di tono che intercorre tra il momento della stesura e l’asciugatura. A prescindere dalla composizione del legante, si possono avere due risultati. Delle tempere verniciate, cioè tempere a cui viene applicato uno strato di vernice che conferisce un aspetto simile alla pittura a olio. E tempere non verniciate, dall’aspetto piatto e opaco.

Una tecnica per pittori alle prime armi

Una tecnica che consiglio a chi si vuole avvicinare nella pratica al mondo dell’arte!

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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