Concerto campestre, Tiziano

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concerto campestre
Tiziano (?), concerto campestre, 1510

Tiziano Vecellio fu un pittore che visse molto a lungo e, durante tutto il percorso della sua vita, seppe sempre rinnovare la propria maniera di dipingere, dominando la scena artistica veneziana del 500 e influenzando anche tutta l’arte europea dei secoli successivi. L’opera sarebbe appartenuta alla collezione di Isabella d’Este, Marchesa di Mantova, moglie di Francesco II Gonzaga e una delle donne più autorevoli del rinascimento italiano. La prima citazione certa appare nel 1627, anno in cui l’opera venne venduta dalla famiglia dei Gonzaga a Carlo I d’Inghilterra, dalle cui collezioni passò nel 1649 a Eberhard Jabach, un ricco banchiere francese; quest’ultimo lo cedette alla collezione di Luigi XIV re di Francia.

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L’attribuzione di questo dipinto ha spesso creato difficoltà e diviso la critica. Sebbene oggi la maggior parte degli studiosi propende per Tiziano, non sono ancora spente le riserve di chi attribuisce a Giorgione, maestro di Tiziano, la reale paternità dell’opera che osserviamo. Il dipinto raffigura in primo piano quattro giovani. Tre sono seduti sul prato di cui due suonano il liuto e il flauto, mentre la quarta figura in piedi versa dell’acqua in una vasca di marmo. Le due donne presenti sono svestite, coperte appena da mantelli che scivolano via, mentre i due uomini, che parlano tra di loro, sono abbigliati in costumi dell’epoca. Nell’ampio sfondo si vede un pastore e un paesaggio che, tra alberi e cespugli, si allarga a perdita d’occhio.

Un’immagine allegorica

Ciò che appare, in prima battuta, come una sorta di concerto immerso nella campagna veneta, farebbe pensare a un’allegoria il cui senso è stato diversamente interpretato dai critici. Alcuni pensano si tratti di un riferimento all’Arcadia, leggendaria regione greca popolata da pastori, ninfe e satiri, raccontata da Virgilio, poeta romano. Altri pensano si tratti di una riflessione su come l’uomo possa vivere in equilibrio con la natura. Altri ancora vi scorgono una metafora sull’unione tra ispirazione dell’artista e musica.
Tiziano fu molto apprezzato dai pittori impressionisti sia per il suo senso della realtà che per la sua particolare tecnica di stesura veloce del colore. Con la sua capacità di generare le forme attraverso il colore Tiziano influenzò in modo decisivo artisti come Edouard Manet. E il concerto campestre ne è un esempio perfetto, rappresentando il modello per la sua celeberrima Colazione sull’erba conservata al Museo D’Orsay.

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C.C.

Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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