Top 10 dei dipinti “natalizi”

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Top 10 dei dipinti "natalizi"
Cogliendo in pieno il clima natalizio, ecco un articolo del Guardian (scritto da Laura Cumming che vi propongo tradotto) che ci presenta, da Bruegel a Botticelli, le 10 raffigurazioni più belle di storia del Natale.
O almeno quelle preferite dall’autrice dell’articolo:

Beato Angelico, Annunciazione

Ecco la notizia, consegnata da un angelo. La Vergine Maria è incinta. Il figlio di Dio è il suo destino. In questo squisito dipinto, realizzato da un monaco fiorentino, la frazione di secondo del racconto sembra essere il momento del concepimento stesso. Maria ascolta con stupore, le mani incrociate sul suo corpo come se ricevesse una benedizione, ma anche come a proteggere la nuova vita. Il suo viso è un ritratto di grazioso stupore, sconcerto ed emozione: la rivelazione improvvisa resa visibile.

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Philippe de Champaigne, il sogno di San Giuseppe

Nel Vangelo di Matteo, Maria è impegnata nel matrimonio con Giuseppe, quando scopre di essere incinta. Con costernazione, decide di continuare il matrimonio, avendo però in mente il futuro divorzio. Ma Dio manda un angelo a Giuseppe in sogno per spiegare il concepimento divino e chiedergli di chiamare il bambino Gesù. Il pittore francese Champaigne è uno dei pochi artisti a raffigurare la storia di Giuseppe, immaginando il suo dilemma e l’ intervento angelico. E proprio come una figura in un sogno, l’angelo parla senza parole, per spiegare il mistero interamente con la lingua dei segni.

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Hugo van der Goes, Maria e Giuseppe sulla via di Betlemme (Trittico Portinari)

Maria e Giuseppe sono in viaggio attraverso un paesaggio roccioso. Lei è scesa dall’asino, forse ha paura di cavalcare lungo tale pendio. Giuseppe, ingrigito e stanco, la sta aiutando insieme a tutta la sua bontà, le sue azioni (piuttosto che l’aspetto fisico) suggeriscono che lei è incinta. Il padre terreno di Gesù è generalmente raffigurato come impotente, di poco aiuto. Ma non in questa visione, un dettaglio dal famoso Trittico Portinari di Firenze. Sta facendo tutto il possibile, come marito e futuro papà, per proteggere la sua piccola famiglia dal disagio e dal pericolo.

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Peter Bruegel il Vecchio, censimento a Betlemme

Luca descrive l’evento. “E avvenne in quei giorni che un decreto di Cesare Augusto ordinò che tutto il mondo conosciuto venisse censito… Giuseppe andò a Betlemme per “registrarsi” con Maria, che era incinta.” Per Bruegel, l’evento è contemporaneo, inserendolo nel suo nativo Belgio, nel più duro degli inverni. Maria e Giuseppe sono solo due persone povere che arrancano attraverso l’aria gelida in coda per questo atto burocratico spietatamente imposto. L’unica cosa che li contraddistingue nella miseria generale e nel caos è il proverbiale asino.

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Federico Barocci, Natività

Di tutte le molte migliaia di presepi nell’arte occidentale, questo ha una tenerezza materna in più. Maria si inginocchia umilmente davanti al suo Dio, ma è altrettanto piena di amore per il suo bambino appena nato. Madre e bambino si guardano l’una negli occhi dell’altro e l’intera composizione sottolinea il loro legame reciproco. L’arte di Barrocci, fino a poco tempo fa uno dei più trascurati maestri italiani, era particolarmente popolare tra le donne del suo tempo e non è difficile capire perché da questa natività, in cui il bambino radioso illumina il volto squisitamente amorevole di Maria.

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Taddeo Gaddi, annuncio ai pastori

Luca riferisce che i pastori facevano la guardia ai loro greggi fuori Betlemme, quando un angelo apparve improvvisamente, annunciando che il salvatore era appena nato in città. Pittore medioevale, Taddeo Gaddi immagina la scena su una ripida collina nel cuore della notte. Solo uno dei pastori è sveglio, l’altro è curvo come una roccia dietro di lui. Pecore e cani stanno cominciando a muoversi, mentre l’angelo parla dall’alto –  l’immagine quindi coglie un pastore e il suo gregge svegliati dalla notizia sorprendente.

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Benozzo Gozzoli, corteo dei Magi

Non sono solo i tre re, ma un intero corteo grandioso, ricco e potente che si snoda lungo una ripida valle sulla strada per Betlemme. L’ affresco di Gozzoli, con i suoi cervi, cani e cavalli, la sua caccia e la conversazione sociale, poteva quasi essere un’immagine contemporanea al pittore; e infatti questi Magi includono una folla di famigliari Medici e dei loro tirapiedi. (l’artista si è inserito tra i ritratti.) L’immagine ricorda eventi reali – la processione annuale dell’Epifania nel 15 ° secolo a Firenze – nel tentativo di rendere gli eventi biblici reali per gli spettatori contemporanei. E’ forse l’esempio più alto dei dipinti della cappella Magi a Firenze.

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Sandro Botticelli, adorazione dei Magi

Molti Medici – tra cui Lorenzo e Giuliano, avventori di Botticelli – appaiono in questa raffigurazione con i Magi e Cristo appena nato. La scena infatti è tutt’altro che sacra e silenziosa. I membri della famiglia Medici (non tutti) sono concentrati sul bambino, la cui nascita miracolosa ha avuto luogo in una capanna malridotta sull’orlo del collasso. Ma Botticelli solleva la sacra famiglia al di sopra di questi personaggi accalcati e trova il modo per portare l’antico passato nel presente. All’estrema destra un personaggio (forse Botticelli stesso), ci fissa con uno sguardo in bilico tra l’interrogativo e lo sprezzante – sembra quasi chiedere quanto profondo sia il nostro rispetto, il nostro amore!

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Giorgione, adorazione dei pastori

Il misterioso Giorgione ha lasciato pochissime opere al momento della sua morte prematura, ma questo è un vero capolavoro di contemplazione. L’anziano Giuseppe è immerso nella preghiera, Maria tiene una posa di adorazione silenziosa davanti al Bambino, il cui volto appare nebuloso quasi introspettivo. I pastori, nei loro vestiti laceri, sono senza parole e incantati, ma pieni di amore per il Bambino. Essi sono i primi ad arrivare, i primi a capire ciò che stanno vedendo, prima che il resto della folla arrivi. La scena è molto vicina e intima, sullo sfondo di un tipico paesaggio veneto. Non una pecora in vista però. Con la sola semplicità e umiltà il pittore rende riconoscibili i pastori.

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Orazio Gentileschi, riposo durante la fuga in Egitto

Che scena: divisa in due da un muro di mattoni grezzi, dominata dalla testa d’asino che spunta al di sopra, l’opera di Gentileschi ha una composizione incredibilmente strana. Giuseppe è accasciato per la stanchezza, la testa riversa all’indietro. I piedi della Vergine sono sporchi e lei è troppo stanca per cullare il bambino affamato, che guarda di sottecchi nella nostra direzione. La sacra famiglia è fuggita da Erode pazzo omicida e dalla sua strage di innocenti. Il presepe tradizionale che conosciamo attraverso miliardi di cartoline natalizie, qui è completamente stravolto!

Top 10 dei dipinti "natalizi"

E voi? quali sono le opere che vi ispirano di più il clima natalizio?

Continua l’esplorazione …

Se vuoi scoprire altre curiosità tradotte da articoli di stampa estera, segui la rubrica Artesplorando International

Fonti: www.theguardian.com

2 Commenti

  1. Assolutamente stupendi! Personalmente aggiungerei la Natività di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni, e quella di Caravaggio… forse sono scelte un po' "banali", ma le trovo davvero affascinanti. Tanti auguri di un fantastico Natale, e buone feste! 🙂

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