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Turner, pioggia, vapore e velocità

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Turner, pioggia, vapore e velocità
Turner, pioggia, vapore e velocità
pioggia, vapore e velocità
William Turner, pioggia, vapore e velocità

William Turner dipinse la natura come nessun artista aveva mai fatto prima: trasformandola in un cosmo di luce e colore. Furono per lui di grande ispirazione i paesaggi di Claude Lorrain e le riflessioni di Edmund Burke sul bello e il sublime. Ma seppe superare tutti i capolavori che lo precedettero.

Pioggia, vapore e velocità

Pioggia, vapore e velocità è suddiviso in due orizzontalmente: la zona superiore presenta una grana morbida nei toni del giallo, con ampie zone di un bianco luminoso interrotte da isole di sfumature grigiazzurre. Vedere in questa struttura cromatica un cielo spazzato dagli elementi è un’interpretazione semplice, mentre l’indefinita parte inferiore si lascerebbe a malapena decifrare, non fosse che Turner, grazie alla piccola barca e al ponte sulla sinistra, ha inserito segni concreti che permettono di ricondurre l’insieme all’immagine di un paesaggio.

A ridosso del lato destro della cornice e del margine inferiore, i colori si addensano fino a formare una diagonale marrone scuro dai contorni sempre più netti. Si tratta del ponte di Maidenhead, sul quale un treno si avvicina all’osservatore in una suggestiva prospettiva di movimento. Le particelle di colore bianco e rosso applicate con la spatola richiamano, sul nero della locomotiva, l’energia sfavillante della macchina. In opposizione al movimento del treno, la diagonale è incrociata da tratti di colore, con ogni probabilità la pioggia battente che oscura la luce del sole.

Turner interpreta la fortissima velocità anche inserendo sulle rotaie davanti al treno una lepre, a malapena visibile, che sfreccia in una vana corsa per salvarsi la vita.
Il dipinto non illustra soltanto la nascente epoca dei trasporti ferroviari, ma dà l’impressione di essere stato realizzato a bordo di un treno lanciato a forte velocità. Pare infatti che, durante un viaggio in treno, l’artista si fosse sporto dal finestrino sotto la pioggia battente allo scopo di studiare le nuove sensazioni connesse alla velocità. La cancellazione visiva del punto di fuga e la sfocatura del primo piano! Un genio!

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Questo post fa parte di un viaggio attraverso la storia del paesaggio e dei suoi principali interpreti. Segui l’etichetta #ilpaesaggio e vedrai!

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C.C.

Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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