Georges Braque, la vallata

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la vallata
Georges Braque, paesaggio (la vallata), 1908

La storia dell’arte molto spesso è fatta da incontri straordinari, e questa storia inizia proprio così. Nella primavera del 1907 il collezionista Daniel-Henry Kahnweiler aprì la sua galleria parigina destinata a diventar famosa, esponendo, tra le altre opere, alcuni quadri di Georges Braque. Kahnweiler, inoltre, presentò l’artista a Picasso, un incontro che secondo l’opinione comune segnerà la nascita del cubismo. Nello stesso anno Braque cominciò a prendere le distanze dai fauves (di cui ho parlato QUI). In occasione della sua partecipazione al Salon d’Automne, ebbe modo di ammirare una retrospettiva su Cezanne, che rafforzò la sua intenzione di consolidare le forme sulla superficie pittorica. Fu così che, nella primavera del 1908, apparvero le prime opere cubiste di Braque, che non a caso, analogamente a quanto era accaduto nel processo di sviluppo delle opere di Cezanne, attingevano in larga misura al repertorio tematico dei paesaggi.

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Dal 1907 Braque aveva soggiornato a l’Estaque, un villaggio di pescatori nei pressi di Marsiglia, dove anche Cezanne aveva vissuto per qualche tempo. Fra i paesaggi che l’artista vi realizzò si conta l’opera che vi propongo qui, quasi monocromatica, in cui dominano i toni del grigio, con qualche accento verde e ocra, che suscitano un generale senso di cupezza.

Paesaggio (la Vallata)

Quest’opera di Braque Paesaggio (La vallata) fu esposta alla seconda mostra della Neue Kunstlervereinigung Munchen (Nuova Associazione degli Artisti di Monaco). L’associazione di artisti poco tempo dopo diede vita al “Blaue Reiter“, il gruppo espressionista della Germania meridionale.

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Il pensiero di rappresentare a Monaco i fauve e i cubisti parigini nacque certamente dal russo Kandinskij, uno dei fondatori del “Blaue Reiter”, che allora viveva e lavorava sulle rive dell’Isar. Mentre i paesaggi pre-cubisti e cubisti di Braque trovavano una forte risonanza presso diversi membri del “Blaue Reiter”, il più importante esponente del movimento, Kandinskij, si distaccò da qualsiasi riferimento materiale per dedicarsi all’astrazione. Anche in questo processo, il paesaggio ebbe un ruolo fondamentale come punto di partenza e catalizzatore!

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Questo post fa parte di una serie dedicata alla storia del paesaggismo e ai suoi principali interpreti #ilpaesaggio

C.C.

Fonti: Paesaggi, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

1 commento

  1. Trovo assolutamente affascinante questo dipinto e le figure degli artisti legati al movimento del Blaue Reiter *__*
    Poco tempo fa ho letto un libro che si occupa di ricostruire i fatti dell'anno 1913 attraverso spezzoni delle vite di celebri artisti e pensatori, soprattutto della zona mitteleuropea, te lo segnalo!
    [Florian Illies, 1913. L'anno prima della tempesta ed.Marsilio]

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