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Karl Friedrich Schinkel, scenografia per il “flauto magico”

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Karl Friedrich Schinkel, scenografia per il
flauto magico
Karl Friedrich Scinkel, cielo stellato della Regina della Notte, 1815

Questa storia ci spiega come spesso l’arte attraversi le varie discipline con risultati clamorosi. In questo caso pittura, architettura e l’opera si sono incontrate sotto i cieli della Germania. Ma procediamo con ordine.
Allievo dell’Accademia di architettura di Berlino e dell’architetto Friedrich Gilly, Karl Friedrich Schinkel contribuì profondamente a determinare l’aspetto della Berlino nella prima metà del XIX secolo. Dal 1803 al 1805 effettuò il suo primo viaggio in Italia che lo portò a Napoli, a Roma e in Sicilia e dal quale tornò con un ricco album di schizzi paesaggistici e architettonici.

I suoi disegni mostrano un interesse per l’architettura medievale e per il paesaggio romantico. Due elementi destinati ad arricchire e completare il suo vocabolario formale, principalmente classicista. Diventato un’alta carica nel campo dell’edilizia pubblica, dal 1815 diede un importante impulso anche alla conservazione dei monumenti e degli edifici storici di Berlino. Nella fase iniziale della sua carriera, quando l’occupazione napoleonica rendeva impossibile aspirare a incarichi architettonici di rilievo, Schinkel fu attivo come pittore. In particolar modo si avvicinò al romanticismo dei maestri di Dresda e all’esempio di Caspar David FriedrichAccanto a numerosi dipinti a olio, realizzò anche una serie di progetti per le scenografie del Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart. Fu messo in scena con un nuovo allestimento all’Opera reale di Berlino il 18 gennaio 1816.

Il misterioso regno della Regina della Notte del flauto magico

La prima dell’opera, alla presenza del sovrano, si trasformò in un successo clamoroso, grazie anche alle scenografie di Schinkel. Nel progetto per il palazzo della Regina della Notte, un cielo di colore blu brillante sovrasta una figura femminile di piccole dimensioni, in piedi su una falce di luna. Le direttrici tracciate dalle stelle partono da un unico punto e si allungano verso il basso con un andamento curvilineo. Così danno la sensazione che il fondale sia un’enorme cupola o un planetario.

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Il misterioso regno della Regina della Notte è concepito come un simbolo di valore cosmico e universale. Un’idea di natura spiccatamente romantica che trova riscontro anche negli altri progetti di Schinkel per il Regno della Luce di Sarastro. In una recensione dell’epoca il cielo della Regina della Notte venne definito come “la più geniale e sublime” tra tutte le scenografie di Schinkel.

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C.C.

Fonti: Romanticismo, Norbert Wolf, Taschen, Colonia, 2008

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