Storie di cadaveri ad arte

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La rappresentazione del corpo umano privo di vita ha da sempre suscitato interesse da parte degli artisti. Ecco perché questo mese per la rubrica che vi traduce articoli stranieri, ho scelto una curiosa top 10 di cadaveri nell’arte, pubblicata sul Guardian e scritta da Jonathan Jones.

Storie di cadaveri ad arte

Hans Holbein – Il corpo del Cristo morto nel sepolcro (1520-1522)

Il romanziere Dostoevskij ha detto che si potrebbe perdere la fede guardando questo dipinto. Non contiene traccia della risurrezione cristiana. Holbein ha semplicemente dipinto un corpo morto, mostrando la pelle verdastra e i gli arti tesi nel rigor mortis. È la più spaventosa delle sue immagini di morte, che comprendono anche le stampe tragicomiche con la danza della morte e un enorme teschio distorto che attraversa il dipinto (che molti di voi conosceranno) Gli ambasciatori.

Storie di cadaveri ad arte

Eduard Manet – Il toreador morto (circa 1864)

Manet mostra un toreador caduto rifiutando ogni tipo d’emozione di fronte alla mortalità. Quest’uomo è morto, è un fatto. Manet lo osserva, ma mantiene i suoi sentimenti più profondi chiusi in sé stesso. È un’immagine violenta per la nostra esistenza, perché ci mostra la possibilità sconcertante di poter morire in ogni momento.

Storie di cadaveri ad arte

Anonimo Italiano – un soldato morto (17 ° secolo)

Quando Edouard Manet dipinse il suo Toreador nel 1864, venne influenzato da questo quadro che faceva parte di una collezione privata a Parigi (oggi, lo si può vedere nella National Gallery di Londra). L’artista sconosciuto ci mostra un uomo ucciso, forse sul campo di battaglia, con un lume acceso per la sua anima. L’atto di dipingere questo corpo morto dà dignità a tutti i morti in un istante di compassione silenziosa.

Storie di cadaveri ad arte

Andrea Mantegna – Compianto sul Cristo morto (c.1490)

Mantegna sfrutta la prospettiva rinascimentale per accorciare drasticamente il corpo di Cristo, mostrando le piante dei piedi in avanti in un modo che sottolinea la terribile realtà della morte. Le dolenti testimoniano che questo non è un cadavere qualunque, ma in questo momento Cristo è solo un uomo. Mantegna dà alla morte un enorme peso scultoreo.

Storie di cadaveri ad arte

Caravaggio – La Morte della Vergine (c.1605-6)

Questo dipinto è stato respinto dall’ordine religioso che l’ha commissionato agli inizi del 17 ° secolo a Roma, perché considerato inappropriato per una chiesa. Forse perché Caravaggio raffigurò la morte in modo troppo realistico. La donna che prese a modello si dice fosse una prostituta morta. Indubbiamente questa morte sembra squallida e definitiva. I discepoli addolorati non mostrano molta speranza. Una donna è morta, e Caravaggio registra la cruda verità.

Storie di cadaveri ad arte

Rembrandt – Elsje Christiaens penzola dalla forca (1664)

In questo disegno profondamente tenero e compassionevole, Rembrandt ritrae un’adolescente che era stata impiccata per omicidio. I corpi dei giustiziati erano comuni nell’Europa del suo tempo, lasciati lì a marcire come un avvertimento per gli altri. Ma Rembrandt vede questa giovane donna che è stata uccisa da un altro essere umano, come degna di pietà.

Storie di cadaveri ad arte

Stefano Maderno – Santa Cecilia (1600)

Questo capolavoro inquietante vacilla sull’orlo del fascino morboso e probabilmente si rovescia nel baratro del macabro. Maderno registra una scoperta sensazionale. Alla fine del 16 ° secolo il corpo perfettamente conservato dell’antica romana Santa Cecilia fu ritrovato a Roma. È quello che la gente credeva. Questa scultura misteriosa restituisce con grande perfezione il presunto miracolo.

Storie di cadaveri ad arte

Giovanni Bellini – Cristo morto sostenuto dagli Angeli (1465-1470)

Il Cristo morto del Bellini non ci appare come appena defunto. Il suo corpo è tenuto in posizione verticale in quello che sembra uno svenimento, e gli angeli lo sostengono per dargli dignità. Si tratta di una immagine cristiana di speranza in cui la risurrezione è preannunciata dalla posizione eretta del cadavere e dai suoi aiutanti angelici. Eppure Bellini evoca anche profonda compassione e tenerezza, invitando gli occhi a soffermarsi sul corpo nudo di Cristo e ad amarlo per la sua bellezza.

Storie di cadaveri ad arte

Pablo Picasso – Guernica (1937)

Il momento più sconvolgente nella pittura contro la guerra in Picasso arriva quando poni lo sguardo sul bambino in braccio alla madre e realizzi, con terribile chiarezza, quanto è successo. Il bambino è morto. La madre non può accettare questo e ancora tiene il bambino in braccio, ma Picasso raffigura l’assenza di vita nella piccola faccia con tale precisione e brevità straziante che vediamo, in un lampo, il vero orrore della guerra.

Storie di cadaveri ad arte

Antoon van Dyck – Lady Venetia Digby sul letto di morte (1633)

Quando Lady Venetia Digby morì improvvisamente il ritrattista era abbastanza vicino da poter raggiungere la casa dove abitava e ritrarla mentre giaceva sui cuscini. Sembra addormentata se non fosse per il suo estremo pallore. Van Dyck cattura un momento apparentemente sospeso tra la vita e la morte, e in tal modo offre la speranza al marito di Venetia. L’ambiguità ci suggerisce che lei è veramente viva, in paradiso.

Continua l’esplorazione …

Se vuoi scoprire altre curiosità tradotte da articoli di stampa estera, segui la rubrica Artesplorando International 

Fonti: articolo tradotto da www.theguardian.com

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