Il mio piede sinistro

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Il mio piede sinistro

Oggi, per la rubrica mensile tra cinema e arte, vi parlo di Il mio piede sinistro (My Left Foot: The Story of Christy Brown), film del 1989 diretto da Jim Sheridan, tratto dall’omonimo libro che racconta la vita incredibile di Christy Brown, scrittore e pittore irlandese, nato con un handicap fisico quasi totale. L’unica parte del corpo di cui possedeva ogni funzione era il piede sinistro. Il film ci racconta la storia di Christy Brown, tredicesimo figlio di famiglia operaia e paraplegico, che riesce progressivamente a controllare il piede sinistro e a utilizzarlo per diventare poi un apprezzato pittore e scrittore.

Christy è pienamente accettato dai ragazzi del quartiere e nonostante il grave handicap, è coinvolto in scherzi e iniziazioni ai misteri del sesso tipici della gioventù.
Quando Christy esce da questo contesto, in un certo senso protettivo, nascono i veri problemi. Viene sbalzato in un ambiente molto diverso, nel quale fatica a riconoscersi e inserirsi, anche perché tutti lo considerano come un fenomeno da guardare con un atteggiamento tra la meraviglia e la compassione.

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Christy esprime tutta la nevrosi e l’intrattabilità di chi si trova a subire una tremenda menomazione fisica. A differenza di tanti altri artisti rappresentati al cinema, lui non risulta simpatico. Il naturale bisogno di amare ed essere amato non è sufficientemente colmato dal suo talento artistico. È alla ricerca di un equilibrio affettivo e una maturazione umana che riuscirà a trovare solo in una donna. Christy diventerà una persona rispettata da tutti e riuscirà a convolare a nozze con la sua infermiera, anche grazie al sostegno dalla famiglia e soprattutto della madre.

Il film è commovente e drammatico, oltre a essere la prima pellicola di Jim Sheridan. Ci mostra la possibilità di riscatto da parte dei diversamente-abili, raccontandoci una storia molto toccante. Per fortuna il regista non ha mai uno sguardo di pietà nei confronti del protagonista e inoltre la storia scorre veloce, grazie a un’ottima sceneggiatura. Day Lewis è perfetto nella sua parte complessa, in grado di farci vedere la frustrazione del vero Christy Brown e la voglia di essere trattato come tutti gli altri. Con il suo studio perfetto di questo personaggio Lewis ha ricevuto in effetti un oscar meritatissimo.
Ma anche il resto del cast è all’altezza: tra tutti citiamo Brenda Fricker, molto brava nell’interpretare la madre, forte e coraggiosa. Anche per lei questa prova d’attrice le è valsa una meritata statuetta agli Oscar!

Perché vedere il film:

  • Per la magistrale interpretazione di Daniel Day-Lewis, che si immedesima con grande efficacia nel personaggio di Christy.
  • Per la capacità dell’allora esordiente Sheridan di mantenere un equilibrio tra misurato pietismo, spesso incombente quando si affrontano tematiche di questo tipo, e un tono da commedia, che evita la simpatia forzata del portatore di handicap e guarigioni miracolose.
Un film che ci racconta un profondo dramma umano con rispetto e dignità, riuscendo ad essere piacevole.

Forse non si tratta di un capolavoro, ma ve lo consiglio caldamente.

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Per tutte le info: www.imdb.com

C.C.

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