Pierre Puvis de Chavannes, vita e opere

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Pierre Puvis de Chavannes
Pierre Puvis de Chavannes, Fanciulla in riva al mare

continua l’esplorazione attraverso i meandri del ➡Simbolismo.
Pierre Puvis de Chavannes è stato il più importante pittore murale francese della seconda metà del XIX secolo. Decorò infatti molti edifici pubblici in Francia, usando una tecnica molto particolare. I suoi dipinti venivano eseguiti su tela e in seguito affissi ai muri, avvalendosi del cosiddetto “marouflage”. Pierre nacque a Lione il 14 dicembre 1824 in una famiglia borghese, figlio di un ingegnere minerario, discendente da un’antica famiglia di Borgogna. Ricevette, per volere della famiglia, una solida educazione classica. Studiò in un collegio di Lione e poi al liceo Enrico IV a Parigi. Attratto dalla pittura, trascorse un anno nello studio di Henri Scheffer ma scoprì la propria vocazione viaggiando in Italia in compagnia di Bauderon de Vermeron: questi lo presentò a Delacroix che lo accolse a Parigi tra i suoi allievi.

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Il maestro sciolse però il proprio studio qualche settimana dopo e Puvis de Chavannes studiò vari mesi presso Thomas Couture stabilendosi poi, nel 1852, in un proprio studio in place Pigalle a Parigi. Questa formazione avvenuta con più maestri si vede nelle prime opere, ma fin da subito l’artista si distinse per uno stile ben preciso e riconoscibile, caratterizzato da colori delicati. In effetti fu molto abile nell’usare anche gessetti e pastelli per i molti disegni che realizzò durante la sua carriera. La grande ammirazione per il collega Chassériau, i cui affreschi alla Corte dei conti lo orientarono verso l’arte decorativa murale, fece sì che nel 1854 Puvis de Chavannes potesse realizzare il suo primo complesso decorativo. Si tratta del Ritorno del figliol prodigo e le Quattro Stagioni per la sala da pranzo del fratello di Chassériau a Brouchy.

Pierre Puvis de Chavannes

Tra successi e critiche

Ottenne poco successo all’inizio della sua carriera, ma poté sempre contare su una rendita privata che gli permise di lavorare sottopagato. Le sue opere vennero rifiutate otto volte al salon e la partecipazione alla mostra delle Galeries Bonne Nouvelle lo rese oggetto di sarcasmo e di critica da parte dei colleghi.
Senza scoraggiarsi, Puvis de Chavannes presentò al Salon del 1861 i grandi pannelli Concordia e Bellum, che vennero accettati. La Pace era già stata acquistata dallo Stato per il Museo di Amiens e il pittore realizzò immediatamente il pendant seguito, due anni dopo, da il Lavoro e il Riposo. Per completare il ciclo, eseguì poi Ave Picardia nutrix, inno ai tesori campestri della provincia, e Ludus pro patria, celebrazione della virilità e del coraggio.

Col tempo la sua fama crebbe enormemente e fu stimato anche da artisti con intenti e visioni molto lontane dalla sua. Gauguin, Seurat e Toulouse-Lautrec furono suoi ammiratori dichiarati. Questi pittori post-impressionisti lo apprezzarono per le sue forme semplificate, per il suo rispetto verso la piattezza della superficie pittorica, per la linea ritmica e l’uso di colori non naturalistici. Nel 1874 Puvis de Chavannes eseguì nuove decorazioni che per la prima volta affrontarono temi religiosi. Carlo Martello salva la cristianità con la vittoria sui Saraceni e Santa Redegonda ascolta una lettura del poeta Fortunat esprimono tutta la comprensione laica per le virtù medievali.
Davanti a queste opere così innovative la critica reagì vigorosamente. Alcuni gridarono all’imbrattatele, denigrando la sua arte, altri, come Théophile Gautier le sostennero con entusiasmo.

L’incontro con Suzanne Valadon

Puvis de Chavannes andò avanti per la sua strada, mirando al raggiungimento del perfetto accordo tra la superficie piana e le sue composizioni decorative. Lo fece giocando sull’equilibrio delle masse, sull’arabesco della linea e sull’armonia dei colori.
Nel 1885 l’artista incontrò la sua musa, un’acrobata professionista che si chiamava Marie Clementine (Suzanne) Valadon. Clementine diventò prima la modella di Puvis poi la sua amante, forse persino la madre di un figlio che lui non riconobbe, Maurice Utrillo. La Valadon non rimase però solo una modella, ma si mescolò a sua volta tra i pittori di Montmartre con tele e pennelli, diventando anch’essa una grande pittrice.

Pierre Puvis de Chavannes
Pierre Puvis de Chavannes, il povero pescatore

Decoratore, paesaggista, ritrattista …

Puvis de Chavannes seppe raggiungere una calma solennità, una semplice grazia che ne fecero il massimo decoratore della fine del XIX secolo. L’artista però si rivelò anche un sensibile paesaggista. Circondando le allegorie e gli idilli pastorali di paesaggi, di praterie, valli e foreste che ricordano le campagne francesi. Pierre colloca in questi dipinti, con grande esattezza d’osservazione, il contadino all’aratura, il boscaiolo con la sua famiglia e il pastore col gregge. Non si trattò affatto nel suo caso di realismo sociale alla Courbet, ma piuttosto di una visione idealizzata del lavoro dei campi.

Pierre realizzò inoltre numerosissimi disegni, principalmente degli studi preparatori per le grandi decorazioni. Accanto a qualche ritratto, di sobrietà già moderna, si può affermare che Puvis de Chavannes dipinse tele essenzialmente simboliste. Il Povero pescatore, tra le opere più controverse della sua carriera, apparve come il primo manifesto del simbolismo francese e Picasso ne avvertì direttamente il messaggio sia sul piano dello spirito che su quella della tecnica pittorica.

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Un maestro del simbolismo

L’opera di Puvis de Chavannes ebbe grande risonanza tra i contemporanei che lo considerarono il maestro del simbolismo. Docente coscienzioso, amato dagli allievi, non ebbe però discepoli di grande talento. Come stimato presidente della Société Nationale des Beaux-Arts, influenzò profondamente non solo i pittori puramente simbolisti, ma anche gli accademici. Profondamente colpito dalla morte della moglie, Marie Cantacuzène, sua amica e ispiratrice di sempre che aveva sposato nel 1897 (nonostante le numerose amanti), le sopravvisse solo qualche mese per spegnersi a Parigi il 24 ottobre del 1898. Nel 2002 è stato riconosciuto come precursore di gran parte delle avanguardie storiche.

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Questo post fa parte di un percorso attraverso il Simbolismo. Per scoprire i temi, gli autori e le opere di questo movimento affascinante e poco esplorato, segui l’etichetta #simbolismoesimbolisti

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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