Chiara Fancelli, la musa del “Divin Pittore”

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Chiara Fancelli

Oggi vi racconto la storia di Chiara Fancelli, una donna originaria di Firenze di cui forse molti di voi non avranno mai sentito parlare. Eppure molte volte in visita a un museo o a una mostra vi sarà capitato di vederla. Perché lei fu prima modella poi moglie del “Divin Pittore”, Pietro Perugino. Non si conosce con precisione né la data né il luogo di nascita della musa, ma si presuppone Firenze o Fiesole,  nel 1470 circa. Altro dato fondamentale è che era la figlia di Luca Fancelli, architetto e scultore, allievo e assistente del Brunelleschi. Quindi è probabile che fu sempre a stretto contatto con il mondo degli artisti di fine Quattrocento.

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Non è quindi un caso che la sua bella fisionomia divenne effige per tante Madonne realizzate dal Perugino, ma anche da altri artisti, compresi suoi allievi, primo fra tutti Raffaello. E così la giovane donna sposò Perugino il 1º settembre 1493, dando alla luce negli anni successivi cinque figli, di cui tre maschi e due femmine. E donando inoltre al marito una dote di ben 500 fiorini d’oro.

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Dopo il matrimonio si trasferì a Firenze e l’immagine del suo volto, rotondo, dalla bocca stretta e dal mento che si assottigliava gradualmente divenne, dal 1494, una vera icona per l’arte del periodo. Chiara raggiunse una tale popolarità iconografica da diventare, a cavallo tra Quattro e Cinquecento, uno dei modelli di riferimento più diffusi per raffigurare la Vergine e altri personaggi femminili. E fu così che nell’arte del Rinascimento centro-italiano, sostituì l’ideale botticelliano di Simonetta Vespucci, di cui vi parlai già in questa rubrica.

La donna rimase vedova nel 1523, dopo trent’anni esatti di matrimonio, ritrovandosi quindi a gestire la collocazione e la vendita degli ultimi dipinti di Perugino.
Mandò una lettera a Isabella d’Este il 6 ottobre 1524, per proporre alla grande collezionista un dipinto del suo defunto marito: Marte e Venere sorpresi da Vulcano.  Ma la marchesa di Mantova declinò l’offerta, forse perché non interessata all’arte di Perugino, ormai surclassato da altri giovani e promettenti artisti.

Chiara Fancelli
Pietro Perugino, Maria Maddalena

Una delle immagini di lei che più preferisco è questo dipinto, raffigurante Maria Maddalena, realizzato da Pietro Perugino intorno al 1500 e conservato nella Galleria Palatina di Firenze. L’immagine della santa ricalca fedelmente la fisionomia di Chiara che ci restituisce una donna elegante, raffinata. Ma anche semplice e severa con quel suo sguardo dalle palpebre leggermente abbassate.

La morte di Chiara

Chiara Fancelli si spense a Firenze il 21 maggio 1541 e venne sepolta nella basilica della Santissima Annunziata all’interno del chiostro dei morti. Riposa nella città che la trasformò in un’icona del Rinascimento.

C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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