La Kore di Nikandre, esempio di monumentale nobiltà

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La Kore di Nikandre
La Kore di Nikandre

Oggi vi parlo di un’opera proveniente dall’antica Grecia. Si tratta di una scultura in marmo che rappresenta una figura snella vestita da un peplo stretto da una cintura. È la famosa Kore di Nikandre della metà del VII secolo a.C. oggi conservata al Museo Nazionale di Atene.
La donna tiene le mani accostate ai fianchi, due bande di trecce le incorniciano il viso che purtroppo non è più riconoscibile. Con molta probabilità nelle mani doveva avere i doni per la dea Artemide. È altrettanto probabile che la scultura fosse dipinta con diversi colori e che i doni che Nikandre aveva nelle mani fossero di bronzo.

La statua fu rinvenuta sull’isola di Delos insieme ad altre sculture. Cinque kouroi, un Apollo e anche una serie di nove leoni colossali. Tutte opere in marmo di Naxos a grandi cristalli, a testimoniare quindi l’esistenza in quell’isola di una scuola di scultura. L’opera è così importante perché rappresenta il più antico documento di scultura monumentale che ci si pervenuto e inoltre è un importante testimonianza dello stile dedalico. Questo stile è caratterizzato dall’impostazione frontale e solenne, dalle grandi dimensioni (la statua è alta 2 metri), e anche dalla struttura geometrica e monolitica.

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In effetti la statua ci fa comprendere molto bene la forma del blocco di pietra in cui è stata scolpita, presenta una rigorosa simmetria, e ogni singola parte sembra seguire una forma geometrica. Un altro aspetto che la rende tanto straordinaria è l’abilità nella lavorazione e il tono orgoglioso dell’iscrizione scolpita. La Kore era stata infatti dedicata da Nikandre, in occasione del suo matrimonio con Phraxos, ad Artemide, come si legge nella lunga iscrizione sul lato della statua.

“Mi dedicò alla dea che colpisce da lontano e gode delle frecce Nikandre, figlia di Deinodikes di Nasso, eccellente fra le altre donne, sorella di Deinomenes, moglie ora di Phraxos”.

Le grandi dimensioni della statua fanno pensare a un’immagine della dea piuttosto che a quella della dedicante. Il tono del testo fa pensare inoltre che Nikandre appartenesse all’aristocrazia locale. Uno splendido esempio quindi di monumentale nobiltà!

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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