Jacopo de’ Barbari e il primo trompe-l’oeil

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Jacopo de' Barbari
Jacopo de’ Barbari, pernice appesa

Forse pochi di voi lo sapranno, ma l’opera che vedete qui è il primo dipinto moderno definibile a tutti gli effetti un trompe-l’oeil autonomo. Il trompe-l’oeil è un genere pittorico che, attraverso espedienti, crea nell’osservatore l’illusione di guardare oggetti reali e tridimensionali, mentre in realtà si tratta di dipinti su una superficie piana. Si tratta di una piccola tavola di appena 52 per 42 centimetri in cui è rappresentata una pernice appesa, una freccia e due guanti di un’armatura appesi a un muro. L’opera è firmata e datata 1504 su un cartiglio, anch’esso appuntato sulla parete.

Sono molto poche le opere attribuite all’autore. Si tratta del veneziano Jacopo de’ Barbari, che oggi deve la sua relativa celebrità a una straordinaria xilografia (se non sapete di che si tratta andate QUI), realizzata nel 1500, con una dettagliatissima pianta di Venezia in prospettiva a volo d’uccello. Dopo di allora, l’artista visse in Germania, dove prima fu a Norimberga, alla corte dell’imperatore Massimiliano, e poi al servizio di altri principi tedeschi, per morire in Olanda entro il 1515. Un pittore quindi di formazione italiana, ma i cui interessi e la cui carriera si svilupparono sopratutto nel nord dell’Europa, come è chiaro anche dalla Pernice appesa del 1504.

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Un dipinto dettagliato e straordinariamente realistico

È probabile che la tavola non fosse concepita come opera indipendente, ma che facesse parte della decorazione di un interno, o che avesse una funzione di coperta di un ritratto, o che si trattasse del verso di un dipinto con un soggetto di storia. In tutti questi casi è probabile che a questo dipinto fossero associati dei significati simbolici. Una cosa è certa, la tavola di Jacopo de’ Barbari è dipinta con una precisione e una cura dei dettagli straordinarie. Con un’attenzione naturalistica che in quegli anni si trovava solo negli studi e nei disegni di Durer. La pernice appesa esprime un gusto per l’illusione che, da un lato, va visto in connessione con i virtuosismi prospettici delle tarsie lignee italiane. Dall’altro, sembra portarci direttamente ai trompe-l’oeil di pieno Seicento.
Se vi trovate a Monaco quindi andate ad ammirare questo piccolo capolavoro, conservato all’Alte Pinakothek.

Scopri di più …

Questo post fa parte di una serie di piccoli giochi di curiosità dedicati alle nature morte. Leggi altro seguendo l’etichetta #naturemorte(nonmorte)

C.C.

Fonti: La natura morta, Luca Bortolotti, Giunti editore, Prato, 2003

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