Il ritratto romano repubblicano

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Il ritratto romano repubblicano
Patrizio Torlonia

Il ritratto romano repubblicano fu uno dei più importanti vertici dell’arte romana e del ritratto in generale, raggiungendo traguardi di grande intensità e verismo. Sono giunti fino a noi molti esemplari, anche originali, che hanno permesso una valutazione accurata di questa forma d’arte sviluppatasi sotto la dominazione di Roma. Il ritratto romano repubblicano nello specifico si espresse tra l’inizio del I secolo a.C. e il 50 a.C. circa. I volti rappresentati in questo periodo sono contraddistinti da una forte caratterizzazione dei tratti fisiognomici. Forse perché all’epoca la struttura sociale romana era basata su gruppi allargati di famiglie aristocratiche. Ogni famiglia si distingueva per particolari aspetti o lineamenti del volto, considerati come espressione di unicità e rarità.

Fu un periodo molto burrascoso per la storia di Roma. Un periodo di guerra sociale che vide emergere una figura in particolare. Lucio Cornelio Silla, generale che dopo numerose vittorie contro gli insorti italici, instaurò una feroce dittatura tra l’82 e l’80 a.C. L’arte romana quindi iniziò in più campi a muoversi verso nuovi traguardi rispetto all’influenza greca e il ritratto repubblicano ne è proprio un esempio. Veniva eliminato da queste opere ogni segno d’abbellimento o reinterpretazione dell’immagine, ricercando un realismo che sembra andare verso un verismo accentuato.

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Questa forma di ritratto deriva anche da un’usanza diffusa nella società nobile dell’epoca. Ovvero durante le cerimonie funebri i patrizi romani portavano in processione i ritratti dei propri antenati, prima che in loro onore si pronunciassero elogi pubblici nel Foro. Spesso questi ritratti erano realizzati in cera e in seguito venivano riposti in appositi scaffali negli atri delle case. E la fioritura del ritratto romano repubblicano va collegata con il momento di esaltazione che il patriziato ebbe sotto Silla. Proprio quando il dittatore-generale vide soddisfatte le proprie rivendicazioni contro l’avanzare delle forze della plebe. Nonostante la breve durata di questo fenomeno, possiamo dire che fu una delle prime “invenzioni” artistiche romane.

Come abbiamo detto quindi lo stile di queste opere è accurato e minuzioso nella resa dei dettagli anatomici e non fa sconti a difetti o a segni della vecchiaia. Vediamone ora un paio di esempi per capire meglio. Nel ritratto di Osimo che vedete qui, tutte queste caratteristiche sono presenti. Osservate l’epidermide solcata dagli anni e dalle difficili condizioni della vita tradizionale contadina, la capigliatura rada, gli occhi infossati, le labbra sottili e serrate. Il ritratto “veristico” divergeva definitivamente dai modelli alessandrini (ed ellenistici in generale) che tendevano a idealizzare le persone raffigurate. In questo caso il volto è ridotto a una dura maschera, dove non vengono risparmiati i segni del tempo e di una vita trascorsa a lavorare. Il ritratto di ignoto di Osimo è un bellissimo esempio d’esaltazione dei caratteri fisiognomici individuali.

Il ritratto romano repubblicano
Ritratto di ignoto di Osimo

Un altro esempio è costituito dal Patrizio di Torlonia, che ci colpisce per la durezza dei lineamenti. L’artista ha fissato tutti i segni del tempo di un volto ormai vecchio, solcato dalle rughe. Notate l’espressione severa, seria, accentuata anche da una piccola smorfia di disprezzo impressa nel taglio della bocca serrata. Il naso adunco e la fronte ampia completano un ritratto estremamente realistico. Ma la severità e la fermezza di principi che questo patrizio esprime erano anche virtù fondamentali per i discendenti delle grandi case patrizie.

Pochi anni dopo la morte di Silla però questo tipo di ritratto cominciò a cambiare. Già le immagini di Pompeo Magno, erede politico di Silla, sembrano tornare verso modelli ritrattistici ufficiali di stile ellenistico.

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Allora, ti è piaciuto questo tipo di ritratto? cosa ti ha colpito di più? scrivimelo nei commenti e rimani ancora su Artesplorando. Per una guida introduttiva al genere del ritratto leggete QUI. Per scoprire la storia del ritrattismo segui l’etichetta #ritrattieritrattisti

C.C.

Fonti: Il ritratto, a cura di Stefano Zuffi, Electa, Milano, 2000

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