David con la testa di Golia, Caravaggio

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David con la testa di Golia
Caravaggio, David con la testa di Golia

Questo dipinto fu realizzato da Caravaggio probabilmente a Napoli, nel sud Italia, dove l’artista era fuggito in esilio nel 1606 per un’accusa di omicidio e una condanna a morte incombente. Non si sa chi abbia commissionato l’opera e forse l’idea del tema rappresentato fu del pittore stesso. Protagonista del quadro è il giovane David, eroe d’Israele, vittorioso sul gigante Golia. Il ragazzo emerge dalle tenebre, con la mano sinistra regge la testa di Golia. Con quella destra tiene una spada, sulla cui lama delle iniziali di difficile lettura, H-AS OS, forse formano la sigla del motto “Humilias Occidit Superbiam”, l’umiltà uccise la superbia. L’eroe biblico incarna infatti un modello di virtù. David ci appare diviso tra un sentimento di disgusto e pietà nei confronti del gigante che invece è rappresentato con la fronte corrugata, la bocca spalancata per l’ultimo respiro, lo sguardo sofferente e il volto pallido.

La luce protagonista

Terza protagonista dell’opera è la luce della grazia divina che con difficoltà riesce a rischiarare i tratti stravolti di Golia e il torso di David, per metà nudo. È ritenuto da molti studiosi che, sia nella testa di Golia che nel volto del David, Caravaggio abbia voluto imprimere un proprio autoritratto in due momenti diversi della sua vita. Ed ecco quindi che il David-Caravaggio, non ancora raggiunto dal peccato, taglia la testa al Golia-Caravaggio ormai peccatore, colpevole di crimini violenti. Questa interpretazione calza a pennello con lo scopo del dipinto. Infatti molto probabilmente venne inviato a Roma al cardinale Scipione Borghese per supportare la sua richiesta di grazia a papa Paolo V.

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La cosa che ci colpisce di più del quadro è la violenza sconvolgente racchiusa nella testa di Golia, grondante sangue. L’artista si rappresenta invecchiato e stanco, con gli occhi gonfi e il volto percorso da profonde rughe. Il pittore sembrò presagire la sua fine imminente. Alla metà di luglio del 1610 da Roma gli fu inviata la notizia di una revoca del suo bando di condanna a morte. Caravaggio si imbarcò su una piccola nave che da Napoli lo lasciò a Porto Ercole, paese del centro Italia affacciato sul mar Tirreno. Ultima tappa dei suoi tormentati viaggi. La grazia del papa arrivò, ma con essa giunse anche la morte, a Porto Ercole, del pittore, ancora oggi avvolta nel mistero.

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Letture consigliate

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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