Giovane con canestra di frutta, Caravaggio

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Giovane con canestra di frutta
Caravaggio, Giovane con canestra di frutta

Lui, Michelangelo Merisi, noto come Caravaggio, è uno dei più famosi pittori italiani di tutti i tempi, dalla fama universale. Questo celebre dipinto è tra le prime opere firmate dall’artista, allora ventenne. Probabilmente il quadro fu realizzato quando Caravaggio giunse a Roma entrando nella bottega del pittore Cavalier d’Arpino e di suo fratello Bernardino Cesari. Qui cominciò a specializzarsi in nature morte e nel contesto di questa attività iniziale del pittore va ricondotta sicuramente anche la celebre Canestra della Pinacoteca Ambrosiana di Milano, eseguita intorno al 1596. Il Giovane con canestra ha una storia inconsueta, infatti proviene dal gruppo di opere che nel 1607 furono sequestrate alla bottega del Cavalier d’Arpino dopo l’incarcerazione con la falsa accusa di possesso illegale d’armi.

Scipione Borghese, insaziabile collezionista pronto a qualsiasi cosa per ottenere ciò che voleva, probabilmente pianificò il tutto per ottenere i quadri dal Cavalier d’Arpino che questi dovette donare alla Camera Apostolica, organo finanziario del sistema amministrativo pontificio, per essere rilasciato. Protagonista del dipinto è un giovane, forse il pittore Mario Minniti, allora sedicenne, grande amico di Caravaggio che diventerà suo collaboratore comparendo in molte altre opere dell’artista. Il ragazzo posa di tre quarti con la camicia aperta lasciando scoperta una spalla e reggendo tra le braccia un cesto di frutta. Tutto concorre a trasmetterci sensualità: dallo sguardo languido, alla bocca aperta, dalla testa inclinata alla clavicola tesa nello sforzo di reggere il peso della canestra. Il protagonista dell’opera non ha un aspetto idealizzato, ma è l’immagine autentica, ordinaria e popolare, di un qualsiasi giovane che avremo potuto incontrare per strada, nella Roma di fine Cinquecento.

Alle spalle del ragazzo c’è una parete che definisce uno spazio ristrettissimo. Unico elemento che descrive l’ambiente è la luce proveniente dall’angolo del dipinto in alto a sinistra. Sullo sfondo del quadro distinguiamo anche un’ombra, che potrebbe essere quella del pittore con la sua tela.
Ma è proprio nella rappresentazione della natura morta tra le braccia del giovane che Caravaggio dà prova di grande talento e virtuosismo. Tra i frutti autunnali scorgiamo mele, grappoli d’uva ancora umidi di brina insieme a foglie e altri frutti con i difetti e le imperfezioni che si ritrovano in natura. Il pittore ci dimostra così, in ogni dettaglio, un grande controllo del dato reale, privo di interpretazioni e abbellimenti estetici.

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Letture consigliate

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➜ Caravaggio segreto. I misteri nascosti nei suoi capolavori, Costantino D’Orazio http://amzn.to/2pfB1Of

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

C.C.

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