Gli Uffizi riallestiscono le tre opere di Leonardo

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Uffizi
Leonardo da Vinci, Annunciazione

Nuovi allestimenti agli Uffizi nel 2108 dopo quelli di febbraio dedicati a Caravaggio e quelli di giugno a Michelangelo e Raffaello. Ora sono state risistemate le tre opere di Leonardo che fanno parte del Museo: Il Battesimo di Cristo, l’Annunciazione l’Adorazione dei Magi. Restaurata lo scorso anno dall’Opificio delle Pietre Dure. Sono state messe in un’unica sala, la 35 nell’ala di ponente, al primo piano. Ed è stato rispettato il criterio cronologico che permette loro di dialogare con le creazioni di Raffaello e Michelangelo. Maestri sommi che, com’è noto, realizzano la perfezione e l’armonia insita negli ideali rinascimentali. Tormentato e malinconico Michelangelo. L’artista-uomo che riversa nelle sue opere tutte le ansie e i dubbi della vita e li sublima con il valore dell’arte. Solare, splendido Raffaello. 

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L’artista-divulgatore che nella Scuola di Atene affida alle mani, anzi alle dita di Platone e Aristotele, i canoni teorici della filosofia occidentale. Immenso Leonardo, dal multiforme ingegno. L’artista-mago che guarda il mondo con l’algida superiorità del saggio. I tre si conoscono. E in qualche occasione lavorano a poca distanza. Ma non si può dire che i loro rapporti siano privi di contrasti. Anche se Raffaello prova ammirazione per gli altri due. Ora le tre icone leonardesche, nella nuova collocazione museale, sono a poca distanza dalle altre sale citate in apertura. Per il direttore degli Uffizi, Eike Schimidt “il nuovo allestimento è stato studiato per permettere un tipo di visita lenta, meditata in cui il visitatore può confrontare le opere e capire l’evoluzione stilistica di Leonardo giovane”.

Uffizi
Andrea del Verrocchio, Leonardo Da Vinci, il battesimo di Cristo

Il nuovo allestimento

Chi entra nella sala 35 prima indicata, a sinistra trova il “Battesimo di Cristo”, olio e tempera su tavola, databile tra il 1475 e il 1478. Il periodo in cui Leonardo collabora con il Verrocchio, titolare della bottega più importante di Firenze. A lui si deve l’impostazione della composizione e la raffigurazione dei due protagonisti, Cristo e il Battista. A Leonardo è stata attribuita sia la stesura del volto gentile dell’angelo di profilo. Il suo sguardo indirizza l’osservatore vero Cristo. E sia il paesaggio che si attenua sulla sinistra. A questo punto si potrebbe inserire l’aneddoto riportato dal Vasari. Verrocchio non avrebbe più toccato il pennello dopo essersi visto superato dall’allievo. Forse è inventato ma testimonia la precoce maestria di Leonardo.

Sulla parete di fronte domina l’Annunciazione. Sono poche le informazioni che si hanno sulla genesi dell’opera. Si ipotizza che Leonardo sia riuscito ad ottenere la committenza mentre opera ancora nella bottega del Verrocchio. La realizzazione è importante, da ricordare. L’autore si allontana dall’iconografia tipica del tema. Impostando la scena nel giardino esterno della casa della Vergine. Anche se poi ricalca la tradizione nella raffigurazione dei due personaggi: la Madonna a destra e l’angelo a sinistra. Particolare attenzione Leonardo rivolge alla natura. Come a voler ricordare che l’incarnazione non riguarda solo l’umanità di Maria ma tutto il creato. La luminosità del mattino conferisce grazia ai contorni delle figure, preannunciando lo sfumato.

Al centro della sala è stata collocata l’Adorazione dei Magi. Operazione che Leonardo non porta a termine perché nel 1482 va a Milano. Il soggetto è molto frequente nel XV secolo a Firenze. Anche in questo caso l’artista sconvolge l’iconografia classica. Fermando l’immagine nell’istante in cui il Bambino rivela la sua divinità nel gesto benedicente. Come colui che porta la salvezza. Ed è per questo che i personaggi presenti nella scena manifestano sorpresa e turbamento. Perdendo la consueta compostezza che troviamo in altre adorazioni.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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