La Gioconda, Leonardo da Vinci

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La Gioconda
Leonardo Da Vinci, La Gioconda

Rappresenta il simbolo, per eccellenza, del museo del Louvre. La Gioconda. È forse il ritratto più conosciuto al mondo. Il furto di cui è stato vittima nel 1911 da parte dell’italiano Vincenzo Peruggia che la volle riportare in patria, le diverse caricature dell’opera fatte da Marcel Duchamp e da altri artisti, nonché il suo uso nella pubblicità moderna e nei romanzi, ultimo dei quali il celeberrimo Codice Da Vinci dello scrittore americano Dan Brown, hanno contribuito ad accrescerne la fama oltre ogni misura. L’opera ritrae una donna, capelli e occhi castani, un leggero velo scuro le copre il capo, segno di virtù.

Veste un semplice abito a pieghe con le maniche gialle, mentre una sciarpa è drappeggiata sulla sua spalla sinistra. La figura è a mezzo busto e seduta. Il braccio sinistro è appoggiato sul bracciolo della sedia, che si trova in una loggia suggerita dal parapetto dietro la donna e dalle due colonne frammentarie che la incorniciano e che formano una finestra che si affaccia sul paesaggio.

I misteri della Gioconda

Tutto molto semplice, ma allora quali misteri nasconde? Il primo, ruota attorno all’identità della persona raffigurata da Leonardo, mistero che, nonostante le innumerevoli interpretazioni e i dubbi ancora presenti, potrebbe risolversi individuando in Monna Lisa Gherardini, moglie di un ricco mercante fiorentino, Francesco del Giocondo (e da qui il nome), la donna capace di rapirci attraverso il suo sguardo magnetico. Il secondo enigma è il sorriso di Monna Lisa. Per quale motivo sorride? Perché, davanti a questo sorriso, non riusciamo a distogliere lo sguardo e ci sentiamo rapiti quasi fossimo in presenza di qualcosa di vivo? Quest’ultima sensazione è figlia della complessità dell’impianto compositivo costruito da Leonardo che, attraverso il magistrale utilizzo della tecnica dello sfumato, è riuscito a vivificare tanto l’ambientazione atmosferica che avvolge la donna ritratta, quanto le sue più intime sfumature psicologiche.

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La straordinarietà di questa opera sta proprio nella sua capacità di stabilire, con chi guarda, un rapporto di comunicazione profondo. L’espressione e anche le disposizioni d’animo della Gioconda, non sembrano essere fisse, rigide o immobili, ma sembrano, al contrario, mutare dinnanzi allo spettatore e reagire alla sua presenza. Leonardo permette allo spettatore di comunicare con la persona ritratta nel quadro e di stabilire una connessione intima e profonda, un dialogo il cui alfabeto è quello delle emozioni. In conclusione, perché la Monna Lisa sorride? Non lo sappiamo, o meglio… La risposta è da ricercarsi nello spettatore. La risposta è in ciascuno di noi.

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Ti è piaciuta l’opera? che impressione ti ha fatto? scrivimelo nei commenti e rimani ancora con me leggendo gli altri post su Leonardo.

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Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

C.C.

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