La parità di genere nell’arte

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parità di genere nell'arte
Tiziano, Venere Anadiomene, 1520 circa

Le pagine culturali di alcuni importanti quotidiani nazionali in questi giorni danno molto risalto alla mostra che si aprirà nel marzo del 2019 alla Royal Accademy of Arts di Londra, “Renaissance Nude”. La rassegna sul nudo nell’arte del Rinascimento dovrebbe includere 85 quadri. Dov’è la novità voluta dai curatori? L’introduzione della parità di genere nell’arte (o gender equality). Tanti nudi maschili quanti nudi femminili. A parere del direttore Tim Marlow è stato un lavoro notevole selezionare le opere per ottenere il pareggio tra i sessi. L’esercitazione ha dato l’estro ai media inglesi per definirla come “la prima mostra dell’era del #Me Too”. Non è stato ancora reso noto l’elenco delle opere che saranno esposte. Fra quelle sicure sono state annunciate la Venere Anadiomene di Tiziano e il San Sebastiano di Agnolo Bronzino. Anch’io quindi mi soffermo brevemente sui due lavori nell’assoluto rispetto dell’uguaglianza di genere.

Tiziano e Bronzino

Nella creazione di Tiziano, il termine Anadiomene significa nascente. Con riferimento al mito greco che colloca la nascita della dea delle bellezza nelle acque che lambiscono l’isola di Cipro. L’attenzione dell’artista è concentrata sul corpo formoso  di Venere che guarda qualcosa a fianco. Senza che il suo sguardo incontri quello dell’osservatore. Con gesti molto naturali intreccia con vigore i capelli per far sgocciolare l’acqua appena uscita dal mare. Tiziano ce la mostra senza veli, nella sua completa e concreta esuberante fisicità. Impegnata in una leggera torsione nel rispetto dei canoni della statuaria classica. Il volto incorniciato in un ovale perfetto, lo sguardo accattivante, dall’immagine traspare una coinvolgente serenità.

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Bronzino, San Sebastiano, 1533

Nel San Sebastiano del Bronzino, uno dei più importanti esponenti del Manierismo, non c’è più nulla dell’ originale iconografia che lo raffigurava come un uomo barbuto di mezza età che indossa una corazza. Nell’assoluta purezza formale tipica dell’autore, il santo è diventato una sorta di efebo adolescente che subisce il martirio delle frecce senza sentirne la sofferenza. Il volto ricostruito intellettualmente, le spalle, il torace e la postura delle mani, trasudano verginea dolcezza da tutti i pori. Un’interpretazione destinata ad un successo notevole.

La mostra

Renaissance Nude, Royal Accademy of Arts di Londra, 3 marzo – 2 giugno 2019.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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