La volta della Cappella Sistina, Michelangelo

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volta della Cappella SistinaNel 1508 papa Giulio II decise di dare un aspetto nuovo alla Cappella Sistina e con questa idea affidò al genio di Michelangelo il compito di realizzare una nuova decorazione sulla superficie della volta. Dopo un primo progetto semplificato, il maestro propose un ciclo molto complesso. L’artista tenne conto degli affreschi quattrocenteschi alle pareti e decise di aggiungere gli episodi della Genesi biblica che a essi si integravano. Michelangelo dipinse un’imponente struttura architettonica che si sovrappose alla volta reale inquadrando le scene. Si tratta di una griglia architettonica che crea un’illusione di spinta verso l’alto e sfondamento. Non solo, serve anche a racchiudere i soggetti nelle varie fasce.

Probabilmente fu lo stesso Giulio II a suggerire la raffigurazione di figure umane dentro un’organica struttura architettonica. Tuttavia, su questo originario programma figurativo, Michelangelo sollevò diverse perplessità nel pittore. Allora il papa diede carta bianca all’artista che sviluppò così un’opera originale e colossale. Un affresco enorme, risultato della fatica e della sapienza compositiva senza pari di Michelangelo. La volta della Cappella Sistina fruttò all’artista la stima dei contemporanei tra cui Raffaello e lo stesso pontefice. Ma vediamo come si dispiega davanti a noi questo complesso percorso figurativo e spirituale e ci porta vicino alla sfera divina. La vasta architettura dipinta ripartisce la volta in 3 fasce concentriche.

volta della Cappella Sistina

La descrizione dell’opera

Nella fascia centrale prendono vita le immagini della Genesi e coppie di Ignudi che sorreggono medaglioni figurati. Nell’ordine intermedio o seconda fascia, abbiamo degli imponenti troni fiancheggiati da pilastri sui quali siedono Profeti e Sibille. La terza fascia è quella più esterna e confina con i dipinti alle pareti. Nelle lunette e nelle vele in cima alle pareti sono raffigurati gli Antenati di Cristo, mentre nei quattro angoli sono illustrati episodi della salvazione del popolo d’Israele. Le figure dipinte, esattamente come avveniva per le sculture di Michelangelo, sembrano volersi liberare dalla stessa materia pittorica esprimendo una drammatica plasticità.

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L’isolamento delle figure è esaltato da un moto convulso fatto di torsioni muscolari. Sono idealizzate, assumendo un significato spirituale universale. Un altro aspetto straordinario è costituito dai colori. Il restauro eseguito tra il 1980 e il 1989 ha portato alla luce tutta l’intensità e la ricchezza cromatica della pittura originale. I colori sono accesi, puri, quasi metallici, stesi sull’intonaco della volta con decise pennellate sovrapposte in una specie di gigantesco tratteggio. Michelangelo attraversò grandi difficoltà nel realizzare gli affreschi della volta, perché tutta questa mole di lavoro la affrontò con pochi aiuti, in un quotidiano confronto fra il genio dell’artista e i limiti fisici dell’uomo. L’inaugurazione avvenne il 1 novembre del 1512 alla presenza di Giulio II che da quel momento amò profondamente la Cappella Sistina e l’artista che ne aveva completamente cambiato l’aspetto.

Continua l’esplorazione …

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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