Le grandi esposizioni d’autunno

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grandi esposizioni d'autunno
Gustave Courbet, l’onda

Una selezione di grandi mostre realizzata per noi da Fausto Politino. Le grandi esposizioni d’autunno, alcune delle quali saranno approfondite in seguito.

  • Alla National Gallery di Londra si può vedere Mantegna e Bellini dal primo ottobre 2018 al 27 gennaio 21019. Il focus del percorso espositivo mette a confronto due tavole con lo stesso soggetto. Le prime riguardano La presentazione al tempio di Giovanni Bellini, proveniente dalla veneziana Fondazione Querini Stampalia, accostata a quella di Andrea Mantegna conservata alla Gemaldegälerie di Berlino. Accostamento critico già pubblicato dallo scrivente nel blog il 21 marzo 2018 per la mostra monografica allestita nella stessa Fondazione. Il soggetto delle seconde tavole è la Preghiera nell’orto, con i due maestri che raccontano l’estrema solitudine di Cristo nel Getsemani. Un’occasione per analizzare da vicino la passione per l’antico di Mantegna e l’amore di Bellini per la natura.
grandi esposizioni d'autunno
Andrea Mantegna, orazione nell’orto
  • Gustav Klimt ed Egon Schiele scomparvero entrambi a Vienna nel 1918, a pochi mesi di distanza. Fra le diverse mostre che ripropongono i due artisti simbolo degli sconvolgimenti del primo Novecento, vorrei segnalare quella del Leopold Museum di Vienna, aperta fino al quattro novembre. Mostra che fa dialogare le opere di Klimt presenti nella propria collezione con quelle di Schiele, proposte in una rassegna dal titolo Egon Schiele. The Jubilee show. Quando si incontrano nel 1907 Klimt è già un autore famoso. Il maestro affermato, impegnato nel Bacio. Schiele ha 17 anni, è l’allievo geniale che sta cercando la sua strada. I due amici sono legati dall’eros. Schiele guarda soprattutto i disegni klimtiani di donne che sembrano in preda all’isteria. Ma poi va oltre. Come se volesse incidere sulla tela corpi scarnificati, aspri, spigolosi, ossuti, lacerati da pulsioni inconfessabili.
grandi esposizioni d'autunno
Egon Schiele, autoritratto con alchechengi
  • A Roma nell’ala Brasini del Complesso del Vittoriano, dal 10 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019 arrivano Jackson Pollock e la scuola di New York. I quadri provenienti dalla collezione del Whitney Museum, oltre alle creazioni dello stesso Pollock, accolgono Mark Rothko, Willem de Kooning, Franz Kline e molti altri. Si potrà così rivedere l’energia cromatica e l’azione di rottura che li rese famosi.
  • È arrivato il momento di spostarsi a Venezia. A Palazzo Ducale. Il protagonista assoluto è Tintoretto (1519-1594). Dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019. Per festeggiare i 500 anni della nascita dell’artista veneziano, massimo esponente della pittura europea del XVI secolo, la Fondazione Musei civici di Venezia e la National Gallery of Art di Washington hanno ideato un progetto che si articola in 50 dipinti e 20 disegni autografi dello stesso Tintoretto. Insieme ai famosi cicli realizzati per Palazzo Ducale che si possono ammirare nella collocazione originaria. Ma non basta. Bisogna anche andare, contemporaneamente, a vedere Il giovane Tintoretto alle Gallerie dell’Accademia. Sessanta le opere esposte dedicate al primo decennio di attività del pittore e al contesto che vide l’inizio del suo percorso artistico. Trovandosi all’Accademia inoltre non si può non citare la presenza del Concerto o Davide cantore di Giorgione, concesso in comodato per cinque anni, accostandolo alle due più note tele: l’enigmatica e celebre Tempesta e la Vecchia.
  • Il Palazzo dei Diamanti a Ferrara dal 22 settembre 2108 al 6 gennaio 2019 apre i battenti alle 50 opere di Gustave Courbet nelle retrospettiva a lui dedicata “Il bello è nella natura”. Il visitatore potrà farsi coinvolgere dai soggetti amati dall’artista: fiori, frutti, grandi alberi, la boscaglia, le onde tempestose, i nudi in carne di giovani donne, i paesaggi avvolti nel mistero e le suggestive scene di caccia.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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