Il rinascimento, piccola guida per comprendere meglio

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Masaccio, Crocifissione

Quante volte avrete sentito parlare di rinascimento. Oggi cercheremo di sintetizzare il più possibile l’argomento, offrendo anche molti altri approfondimenti collegati.
Questo termine si riferisce a un movimento intellettuale e artistico che nacque in Italia nel XIV secolo e raggiunse il culmine nel XVI secolo, influenzando il resto d’Europa in modi molto diversi. Ma perchè rinascimento? di che rinascita parliamo? la nozione di rinascita si riferisce ai valori del mondo classico. Il mondo classico è chiaramente quello greco e romano antico, con i trattati teorici, le sculture, gli edifici e i vasi dipinti. All’inizio del XV secolo tra gli intellettuali si cominciò a usare questo concetto per sottolineare come in quegli anni si avesse la sensazione che l’arte e la letteratura antiche stessero rifiorendo dopo anni di barbarie. Vasari nel secolo successivo completò l’idea di questa rinascita.

Lo storico e artista toscano riteneva infatti che l’arte avesse subito un declino nel corso del medioevo. Giotto riportò sulla retta via il fare artistico per giungere fino a Michelangelo, ritenuto l’apice assoluto di questa rinascita. In realtà fu solo nel XVIII secolo che si estese il termine a indicare un vero e proprio movimento culturale. Importanti scrittori e intellettuali come John Ruskin, Jacob Burckhardt e Jules Michelet usarono la parola Renaissance nel corso del XIX secolo per parlare della civiltà del rinascimento in Italia.

Il perché del rinascimento e il suo contesto

In realtà gli storici moderni la pensano un po’ diversamente. Oggi il rinascimento è visto come un periodo di cambiamenti graduali e non come una rottura improvvisa con il passato. Nonostante ciò possiamo dire che furono gli stessi intellettuali del rinascimento i primi a concepire un’identità per la loro epoca. Perciò questo movimento può in sintesi essere visto come il tempo in cui il medievale divenne moderno.

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Donatello, Banchetto di Erode, fonte battesimale del Battistero di Siena

Il rinascimento si sviluppò in un periodo di profondi cambiamenti. Tra Quattrocento e Cinquecento, si scoprì l’America, aprendo la strada della colonizzazione, ci fu la riforma protestante innescata da Martin Lutero, Costantinopoli cadde in mano all’impero Ottomano, nacquero le monarchie nazionali in Francia, Spagna e Inghilterra. Mentre l’Italia, divisa in tante corti e staterelli, spesso in guerra tra loro, visse un momento di grande fermento artistico e culturale, segnato dalla libertà e dall’individualismo da parte dell’uomo nei confronti della politica e della vita in generale.

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Le origini

Nelle arti visive è in architettura che è più evidente la rinascita dell’antico. Questo perché l’architettura classica ha un vocabolario di forme ben diverse da quelle dello stile gotico. Brunelleschi può essere considerato il primo architetto rinascimentale. Lui si interessò alle strutture romane antiche non tanto per ragioni stilistiche, ma per capire come risolvere problemi strutturali. Ecco quindi che i suoi edifici hanno la lucidità e l’armonia che ritroviamo nei migliori modelli antichi. Nella scultura gli inizi del rinascimento vengono a volte fatti risalire al XIII secolo con Nicola Pisano. Ma è solo con Donatello, all’inizio del XV secolo, che si trova uno scultore che abbia assimilato lo spirito della scultura antica.

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La cupola del Duomo di Firenze, progettata da Brunelleschi

Nella pittura è più complicato definire il rinascimento in termini di influenza dell’antico, perché sono pochi i dipinti antichi sopravvissuti. Dalle fonti scritte classiche si sapeva che i pittori antichi erano eccezionali nella fedeltà alla natura, quindi questo fu visto come un elemento chiave per la pittura rinascimentale. Giotto fece enormi progressi dal punto di vista naturalistico, ma è giusto porre Masaccio all’inizio della tradizione pittorica rinascimentale. Questo artista diede un nuovo rigore scientifico ai problemi della rappresentazione.

Dove e quando

Masaccio, Donatello e Brunelleschi vivevano tutti a Firenze ed è quindi ragionevole considerare questa città la culla del rinascimento. Nel XVI secolo però anche Roma e Venezia divennero centri artistici altrettanto significativi, senza dimenticare Ferrara, Urbino, Milano e Mantova. Il periodo attorno al 1425, a cui risalgono le opere più innovative di questi tre artisti, è di fatto il momento di svolta. L’apice del rinascimento fu raggiunto tra il 1500 e il 1520. In questo periodo, chiamato anche rinascimento maturo, i tre più famosi artisti del tempo, Leonardo, Michelangelo e Raffaello, realizzarono opere straordinarie. In architettura è Bramante a rappresentare un simile apice.

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Albrecht Durer, Adorazione dei Magi

Presto però gli ideali de rinascimento si diffusero nel resto d’Europa in particolare in Germania, Olanda, Francia e Inghilterra. Albrecht Durer fu il principale artista del rinascimento nordico, e si fece portatore delle nuove idee in terra tedesca. La sua opera è stata di grandissima importanza per la diffusione delle idee italiane nel corso del XVI secolo. Nel frattempo però in Italia l’arte era ormai entrata in una nuova fase, quella del cosiddetto manierismo. Ancora per secoli i pittori del primo Cinquecento rimarranno un indiscusso paradigma di eccellenza, e ogni sviluppo ispirato alla natura o all’antichità sarà interpretato dalla storiografia come riforma, rinascita e risorgimento. Ma questa è un’altra storia.

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Buona visione e buona visione!

C.C.

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