L’Annunciazione nell’arte

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Annunciazione nell'arte
Simone Martini, Annunciazione

In un mio recente intervento ho chiamato in causa Freud che rilegge il Mosè di Michelangelo. Ora tocca a Massimo Cacciari. Ha scritto il saggio il Generare Dioeditore il Mulino 2017. Stimolante la sua riflessione. Il suo interrogarsi  sul rapporto della Vergine Maria con il Figlio. Sulla possibilità di ipotizzarne la figura mediante la grande quantità di immagini in cui lei si incarnaDi decifrarne il mistero,  tracciando “una fenomenologia dell’invisibile nella rappresentazione sensibile di Maria”.

Simone Martini

La prima opera che il filosofo propone è l’Annunciazione di Simone Martini. Creata per il duomo di Siena e ora agli Uffizi. L’arcangelo Gabriele che fa l’annuncio non appare per trasmettere un ordine. Maria ascolta e ubbidisce alla parola. Ma non è un’obbedienza remissiva, quietistica. Nel voler far sua la volontà divina è raffigurata di fronte all’angelo inginocchiato ma nello stesso tempo si “ritrae turbata accigliata severa”. La mano destra chiude il lembo della veste. Come se volesse nascondersi. Sottraendosi alla visione. La Vergine con la testa reclinata, quasi sulla difensiva, sembra dubitareIl suo assenso deve essere convinto. Fino al punto di chiedersi: chi mi sta di fronte è veramente un angelo, il messaggero profetizzato nel Libro che sto leggendo o è Lucifero seduttore che mi inganna facendomi credere  di essere la Vergine? Gabriele le dice di non temere, anche se sta a lei scegliere. “Scegliere di concepire colui che l’ha scelta”. Ma il suo indugiare, se tale si può definire, non dura a lungo: crede in ciò che la parola annuncia e accoglie in sé la nascita del Figlio.

Annunciazione nell'arte
Piero della Francesca, Annunciazione

Piero della Francesca

Nell’Annunciazione di Piero della Francesca, l’affresco che fa parte delle Storie della Vera Croce nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo databile 1452-58, la rappresentazione della Vergine assume un’altra connotazione. La sua figura è assimilabile ad un pilastro, ad una torre. Sembra lei  benedire l’angelo piegato al suo cospetto mentre Dio Padre invia dalle nuvole su di lei lo Spirito Santo sotto forma di raggi. Ma non per questo la Madonna, precisa Cacciari, si trasforma nell’invincibile guida di schiere. In colei che illumina i grandi misteri, riscontrabile nell’innologia orientale.

Annunciazione nell'arte
Beato Angelico, Annunciazione

Beato Angelico

Per inquadrarne bene lo status, l’opera di Piero deve essere accostata alle Annunciazioni affrescate dal Beato Angelico nella cella del convento di San Marco a Firenze. Le vesti, come l’atteggiamento della Vergine, sono umili, se non dimesse. I due protagonisti, l’angelo in piedi e Maria in ginocchio, “che non perde nulla della propria terrena realtà”, della propria humilitas, entrambi con le mani sul petto, sono a colloquio in un atteggiamento di reciproca accoglienza.

Annunciazione
Andrea Mantegna, Madonna con il bambino dormiente, Poldi Pezzoli, Milano

Mantegna

Dopo le Annunciazioni è la volta delle rappresentazioni che rimandano alla Madonna col Bambino dormiente di Andrea Mantegna. Del museo Poldi Pezzoli di Milano e della Gemäldegalerie di Berlino. In queste immagini la testa della Madre sembra appoggiarsi su quella del Figlio. Immerso in un sonno profondo. Lo stringe a sé con immensa tenerezza. Nella prima gli accarezza il viso. Sembra volergli aprire la bocca per facilitargli il respiro. Nella seconda gli sostiene la testa, come se avesse perduto ogni forza. Siamo di fronte alla Maria misericordiosa. Guancia a guancia con il Bimbo ne presagisce il futuro. Dorme un sonno che è figura futuri.

Il libro

Generare DioMassimo Cacciari, il Mulino editore, 2017.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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