Ballo al Moulin Rouge, Henri de Toulouse-Lautrec

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Ballo al Moulin Rouge, Henri de Toulouse-Lautrec
Henri de Toulouse-Lautrec, ballo al Moulin Rouge

Ed eccoci a una nuova opera, ballo al Moulin Rouge, che voi stessi avete votato di più tra quelle dell’artista Henri de Toulouse-Lautrec, in occasione del sondaggio realizzato nella ➡community di Artesplorando su Facebook. Alla fine del XIX secolo, il Moulin Rouge era uno dei ritrovi più popolari di Parigi. I suoi numeri di varietà furono immortalati da Toulouse-Lautrec, oggi universalmente riconosciuto come uno dei maggiori artisti francesi del suo tempo. Henri trascorreva spesso nottate intere bevendo, disegnando, ritraendo con nervosa immediatezza gli spettacoli e gli spettatori. Il dipinto che vedete qui ne è un esempio perfetto, con il colore steso in rapide e intense pennellate.

Due parole sull’opera

Un’iscrizione a matita, recentemente scoperta sul retro di questo famoso dipinto, dice: “La lezione ai nuovi arrivati di Valentine il Senz’ossa”. Henri de Toulouse-Lautrec non rappresentò quindi una serata qualunque al Moulin Rouge. Piuttosto quello che vediamo è un momento specifico in cui un uomo, ora conosciuto solo per il suo soprannome, (che sottolinea la sua agilità come ballerino) mostra i passi a una giovane donna dalle calze rosse. Molti dei personaggi del dipinto sono noti membri di quel circolo di prostitute e artisti che Lautrec era solito frequentare. Tra queste riconosciamo, sul fondo a destra, il poeta irlandese William Butler Yeats, dalla folta barba bianca. Una delle figure misteriose, tuttavia, è la donna in primo piano, di cui cogliamo tutta la bellezza di un profilo perfetto, sottolineato dallo stile del pittore.

Nelle opere di Touluse-Lautrec il colore si fa leggero, la tavolozza chiara, la pennellata netta e incisiva, alla ricerca dell’essenzialità della linea. Di nascita aristocratica, il pittore si sentì sempre estraneo all’ambiente a cui apparteneva a causa della sua deformità. Durante l’infanzia infatti aveva subito un arresto della crescita e dello sviluppo di gambe e braccia. Sentendosi un emarginato quindi preferì sempre la compagnia di emarginati d’ogni tipo. Attricette, cantanti, clown, ballerine e prostitute che diventarono i soggetti dei suoi dipinti. Da tutto ciò ne emerge un linguaggio moderno, molto comunicativo che non può non catturare la nostra attenzione, trasportandoci in un mondo fatto di cantanti e ballerine, canaglie e gentiluomini.

Continua l’esplorazione …

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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