Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

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Sulla soglia dell'eternità

Nuovo post della rubrica “Art si gira!!!” in cui ogni volta scopriamo un film dedicato a qualche artista. Oggi vi propongo un lungometraggio che esce domani, 3 gennaio, nelle sale. Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità. Il titolo suggerisce di quale artista si tratti: stiamo parlando di Vincent van Gogh. Il regista, Julian Schnabel, lui stesso pittore, torna al racconto dell’arte e dei suoi protagonisti dopo il Basquiat di ormai più di vent’anni fa e di cui proprio in questa rubrica vi ho presentato una piccola recensione. Non aspettatevi una biografia o “il solito film sulla vita di un’artista”. Perché qui Schnabel fa un esperimento, scommette e rischia, creando qualcosa di nuovo. Con tutti i suoi aspetti positivi e negativi. Ma partiamo con una sintesi della trama.

Sulla soglia dell’eternità racconta l’ultimo periodo della vita di Van Gogh. Siamo nel sud della Francia, in Provenza. Ad Arles il pittore giunge alla ricerca di nuova ispirazione, nuovi colori e nuovi soggetti da rappresentare. Si tuffa nel clima mite e profumato del Mediterraneo che sembra soddisfare le proprie esigenze creative. Qui Van Gogh vuole fondare una comunità di artisti e, trovato un luogo come studio, la celebre Casa Gialla, accoglie ben volentieri Paul Gauguin. In realtà era stato il fratello di Vincent, Theo, ad architettare tutto per cercare di far stare meglio Vincent. Come forse molti di voi sapranno le cose non andranno bene e tra i due scatterà un litigio con il conseguente taglio dell’orecchio che Van Gogh si auto-infliggerà. La storia va avanti con il ricovero di Vincent in un ospedale psichiatrico, per giungere poi al triste epilogo.

Analisi e considerazioni sul film

Tutto ciò non è raccontato in maniera didascalica, lineare. Il film è piuttosto un viaggio nel mondo e nella mente di Vincent van Gogh che, nonostante lo scetticismo delle persone, il ridicolo e la malattia, ha creato alcune delle opere d’arte più amate e meravigliose del mondo. Questa non è una biografia, ma un collage di scene basate sulle lettere di Vincent van Gogh e sugli eventi della sua vita, più o meno attendibili. Forse è una riflessione sul ruolo dell’artista, sulla sua missione, su cosa si deve fare per essere un buon artista (la scena con il parroco è molto emblematica). C’è la ricerca della meraviglia e della bellezza da parte del pittore che ha sempre i sensi attenti a cogliere un volto, un paesaggio, un dettaglio. Una ricerca frenetica che porterà Van Gogh a realizzare moltissimi dipinti, a lavorare febbrilmente, soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita.

Ma al di là di tutte le buone intenzioni e i premi già vinti dal film, non so quanto sia riuscito il racconto di Schnabel. Partiamo già dalla considerazione che ormai su questo artista, tra film, documentari, biopic, sceneggiati televisivi e quant’altro, si è detto e si è girato di tutto, con esiti altalenanti. Perciò secondo me, quando si vuole realizzare un nuovo film su questo artista, bisogna veramente dare il meglio possibile. Veniamo quindi a qualche considerazione personale. La fotografia, le tecniche di ripresa e la cura nel cercare i paesaggi esatti in cui Van Gogh vagabondò alla ricerca della bellezza, sono ammirevoli. Il cast è sicuramente all’altezza. Emmanuelle Seigner e Oscar Isaac (Paul Gauguin) sono perfettamente nella parte. Willem Dafoe forse, con in suoi 64 anni, è un po’ fuori tempo massimo per interpretare Vincent van Gogh, ma ad ogni modo l’interpretazione è intensa e drammatica.

Il flusso del film fatica a catturare appieno l’attenzione. Si attarda, rallenta troppo e a tratti, devo essere sincero, un filo di noia fa capolino. Personalmente avrei cercato strade di racconto più accattivanti per parlare di Vincent, della sua arte, sella sua ricerca. Comunque sia, al di là di queste considerazioni che rispecchiano il mio gusto personale, non posso non consigliarvi la visione di questo film. Credo che a prescindere, da appassionato d’arte, tutti i film che riguardano l’universo artistico vadano visti. Un modo per avvicinarsi in maniera diversa all’arte e ai suoi protagonisti. Un consiglio però: dedicatevi alla visione di Sulla soglia dell’eternità carichi, attenti e ben svegli. Altrimenti su quella soglia forse rischierete di appisolarvi.

Continua l’esplorazione

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C.C.

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