Lautrec

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LautrecLautrec, un nome che ci riporta subito nella Parigi della Belle Epoque, tra locali notturni, ballerine e bohemienne. Vita, passione, amore … tutto questo faceva parte dell’arte di Henri de Toulouse-Lautrec. La sua straordinaria carriera artistica si è sviluppata tra i maestri del postimpressionismo di cui fa parte a pieno titolo. Roger Planchon è il regista di questo film biografico franco-spagnolo dedicato all’artista Henri de Toulouse-Lautrec, ben interpretato da Regis Royer. Film che inizia proprio con i primi passi dell’artista nel mondo dell’arte. Ma anche con le sue prime esperienze di vita. Lo vediamo quindi quando venne accolto alle lezioni di pittura dell’Accademia di Belle Arti a Parigi. Però vediamo anche un Lautrec alle prese con le donne: perde la sua verginità con la modella di un artista e finisce coinvolto in una relazione con la pittrice Suzanne Valadon. Lei è interpretata con grande talento dalla meravigliosa Elza Zylberstein.

Una relazione che segnerà profondamente il giovane artista. Quando lei lo lascerà, Lautrec cercherà di annegare i propri dispiaceri nell’alcool e nell’assenzio. Frequenterà anche molte altre donne finendo per contrarre una malattia venerea. Una vita sregolata, vissuta oltre ogni limite, che porterà l’artista a una morte prematura a soli 37 anni.
Anche se in questo film si vede ben poco della sua arte, possiamo dire che alcune scene sembrano ideate per simulare alcune sue opere e alcuni celebri dipinti degli impressionisti. Si tratta ad ogni modo di una biografia realistica del pittore francese. Qui il focus non è sul suo lavoro, ma sulla vita di Lautrec stesso, in particolare sul suo rapporto d’amore con Suzanne. 

Come nella biografia di Van Gogh, realizzata da Minnelli, il regista Planchon “dipinge” con la cinepresa. Ci restituisce tutta l’atmosfera e l’anima del periodo, in una Parigi di fine XIX secolo. È un film che mi sento di consigliare, anche se non è semplice da trovare, perchè rispetta la biografia del pittore, raccontandocela con immagini che si avvicinano al suo stile artisticoInoltre possiamo vedere in prima persona come la vita di Lautrec si incrociò con quella di molti altri pittori celebri. A un certo punto, ad esempio, Henri ammira il dipinto di una scarpa e chiede di incontrare il pittore che lo ha realizzato. Si tratta di un uomo intenso che parla con un spiccato accento olandese: Vincent van Gogh.
Lautrec è stato presentato al Festival di Venezia del 1998 e al Toronto Film Festival sempre nel 1998.

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C.C.

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