10 opere strane nella storia dell’arte

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opere straneL’arte può sconvolgerci? Può turbarci o farci sorridere con le sue stranezze? Nel corso della storia dell’arte di stranezze ce ne sono state veramente tante. Qui ne vedremo solo 10 opere strane, ma basteranno a stupirvi. O almeno è ciò che ha pensato Jonathan Jones che ha scritto la versione originale dell’articolo in inglese. Dalle scarpe col tacco presentate su un piatto d’argento allo squalo in formaldeide di Damien Hirst, un tour attraverso l’arte più strana, stravagante e sconvolgente.

  • Salvador Dalí, Telefono aragosta (1936)

Il movimento surrealista negli anni ’20 e ’30 del Novecento credeva che le rivoluzioni iniziassero nei sogni. Prendendo ispirazione in parte dal padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, questi artisti hanno deciso di creare arte partendo dall’inconscio. Il Telefono aragosta di Dalí è un esempio iconico di una delle loro scoperte più ossessionanti: l’oggetto surrealista. Si tratta di una cosa o una combinazione di cose che parla in modo ossessivo e inesplicabile all’artista. Per Dalí i telefoni sono messaggeri sinistri, mentre l’aragosta ha un che di sessuale. Con un telefono aragosta, puoi comporre un sogno.

  • Damien Hirst, L’impossibilità fisica dell’idea di morte nella mente di colui che vive (1991)

L’oggetto surrealista sopravvive, come squalo conservato in formaldeide che sembra nuotare inesorabilmente attraverso lo spazio bianco di una galleria d’arte. C’è solo una parola per descrivere lo squalo tigre di Damien Hirst, che sembra scivolare verso di te: strano. Questo esemplare di animale, con la bocca spalancata, sembra muoversi grazie alle prospettive rifrangenti dei vetri che lo contengono. Con il suo decadimento graduale, lo squalo è diventato ancora più bizzarro.

  • Il Colosso di Costantino (IV secolo)

I giganteschi resti di una statua dell’imperatore Costantino, conservati nel Museo Capitolino di Roma, hanno ossessionato gli artisti per secoli. Nel XVIII secolo, Fussli disegnò un artista “disperato” dallo strano spettacolo dell’enorme mano di marmo di Costantino. Negli anni ’50, l’artista Robert Rauschenberg fotografò il suo compagno Cy Twombly accanto alle stesse gigantesche reliquie. Questi frammenti così “fuori scala”, ma così realistici, sono completamente surreali.

  • Joan Miró, Object (1936)

Il visionario catalano Joan Miró ha creato l’oggetto strano per eccellenza quando ha unito quello che sembrerebbe il curioso tesoro di un pirata. Un pappagallo, una gamba di donna, una mappa, un cappello e una palla. Questo insieme di oggetti presi dalla vita di tutti i giorni crea un senso di magia e mistero che apre la mente.

  • Robert Rauschenberg, Monogram (1955-59)

Quando Robert Rauschenberg trovò una capra impagliata mentre esplorava le discariche di New York e i negozi di antiquariato, non riuscì a ignorare la carica sessuale dei suoi corni fallici e le associazioni mitologiche. Nell’antica Grecia i satiri dalle zampe di capra inseguivano le ninfe attraverso le colline. Nell’arte cristiana il diavolo stesso è caprino. Rausenberg completò questo lavoro spingendo l’animale attraverso un pneumatico, come in un atto sessuale cosmico. Il risultato è uno dei readymades più strani e memorabili.

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  • Méret Oppenheim, La mia governante (1936)

La surrealista Méret Oppenheim aveva occhio nel trasformare gli oggetti presi dal mondo che la circondava. Per esempio, è famosa per aver coperto una tazza e un piattino con la pelliccia, creando un’immagine di piacere orale. Il sesso e il cibo si mescolano allo stesso modo in La mia governante. Oppenheim presenta un paio di scarpe bianche con i tacchi alti su un piatto d’argento come il delizioso pasto per un feticista.

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  • Giorgio de Chirico, Canto d’amore (1914)

Probabilmente, i primi oggetti surrealisti sono apparsi nei dipinti che Giorgio de Chirico realizzò alla vigilia della prima guerra mondiale. In Canto d’amore, un guanto di gomma è appeso accanto a una testa di marmo. Il poeta Guillaume Apollinaire, che ha coniato la parola surreale, scrisse che de Chirico uscì a comprare questo guanto di gomma. In altre parole, non è solo una fantasia dipinta ma anche un oggetto surreale del mondo reale.

  • Max Klinger, Il guanto (1881-1898)

In questa stupefacente serie di stampe della fine del XIX secolo un uomo, l’artista, vede che una donna ha lasciato cadere un guanto. In una serie di fantasie sempre più stravaganti l’artista riversa la sua passione e il desiderio per la donna sconosciuta in un rapporto intenso con il guanto. Il capolavoro di Klinger dimostra che molte idee surrealiste, incluso il culto degli oggetti, furono anticipate nell’era della decadenza fin de siecle.

opere straneRobert Mapplethorpe, Louise Bourgeois (1982)

In questa accattivante fotografia, la sorridente Louis Bourgeois custodisce un oggetto davvero strano. Si tratta di una delle sue sculture provocatorie la cui forma fallica è ampiamente sottolineata dalla fotografia in bianco e nero di Mapplethorpe. Nella sua lunga vita creativa, Bourgeois ha collegato direttamente l’era del surrealismo con il nostro tempo. Questa immagine trasmette la carica stravagante della donna e delle sue opere.

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  • Marcel Duchamp, Anticipo di un braccio rotto (1915)

Prima che i surrealisti fossero posseduti da oggetti trovati nei mercatini delle pulci di Parigi, Marcel Duchamp creò i suoi readymades. La differenza tra un readymade duchampiano e un oggetto surrealista è la stessa che c’è tra l’ironia di Duchamp e le ossessioni di Dalí. Gli oggetti di Duchamp, tuttavia, evocano le stesse forze irrazionali che dovevano apparire grandi nel surrealismo. Questo readymade del 1915 è costituito da una pala da neve con un titolo che avverte di una ferita imminente: il braccio di chi sta per essere rotto? Il mio? Questa pala è un portento umoristico.

Fonti: traduzione di Cristian Camanzi da www.theguardian.com

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