Adorazione dei pastori, El Greco

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Adorazione dei pastori
El Greco, Adorazione dei pastori, 1612, Museo del Prado, Madrid

Non c’è dubbio. El Greco è oggi considerato un indiscusso maestro del Cinquecento spagnolo, ma non sempre fu capito dai suoi contemporanei. L’artista fu ambizioso, astuto e anche molto coraggioso nell’affrontare le antipatie delle autorità nei suoi confronti, in un periodo difficile nel quale bastava dipingere male un santo per finire processati dal tribunale religioso della Santa Inquisizione. L’opera che vedete qui rappresenta un’Adorazione dei pastori. L’originale scena notturna si trova in uno stretto spazio irregolare (una specie di grotta), la cui apertura composta da due archi, è visibile sullo sfondo del dipinto. Maria tiene suo figlio in grembo, mentre Giuseppe e tre pastori li circondano, esprimendo tutta la loro fervente devozione nei confronti del bambino appena nato.

Un bue in ginocchio osserva la scena. Il cerchio compositivo è chiuso in alto da un gruppo di angeli molto vicini alla sacra famiglia. Essi esprimono tutta la gioia del regno celeste per la nascita di Gesù portando uno striscione che recita “Gloria in excelsis deo et in terra pax”, vale a dire “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra”. Questo presepe può essere considerato l’ultima opera di El Greco prima della sua morte avvenuta il 7 aprile del 1614. Il dipinto fu destinato ad adornare il luogo di sepoltura della famiglia del pittore presso il convento di Santo Domingo del Antiguo a Toledo, in Spagna, dove El Greco aveva ricevuto la sua prima commissione.

Un esempio perfetto dell’arte di El Greco

Questa tela segna il culmine della raffinatezza formale con la quale il pittore aveva dipinto questo stesso tema nelle sue versioni precedenti tra il 1597 e il 1605. Tutta la composizione si avvolge in una spirale in movimento dal basso verso l’alto. Gesù Bambino emette una luce intensa che illumina il piccolo gruppo che lo sta contemplando. Maria, Giuseppe, i tre pastori, il bue e il gruppo di angeli che formano una sorta di volta celeste. I colori sono brillanti, le forme e le pose sono strane, creando una sensazione d’estasi e meraviglia in chi guarda.

I corpi sono esageratamente allungati e distorti nello stile del tutto originale che caratterizzò l’arte di questo straordinario artista. El Greco, dimenticato per un paio di secoli, fu riscoperto a fine Ottocento dagli artisti romantici. In tempi più recenti Pablo Picasso, nel realizzare le sue Demoiselle d’Avignon che segnarono l’avvio dell’arte moderna, pare si ispirò anche a un dipinto di El Greco: L’apertura del quinto sigillo dell’Apocalisse.

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C.C.

Questo post si avvale di contributi bibliografici vari che potete consultare qui

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