Canova: tra classico e neoclassico

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Canova
Le grazie pompeiane

Classico e neoclassico, che inizia dagli scavi che portano alla scoperta di Ercolano e Pompei, si incontrano nella mostra Canova e l’antico. Fino al 30 giugno 2019. Al Mann, Museo Archeologico nazionale di Napoli. Il percorso apre un confronto tra le realizzazioni dall’artista di Possagno e le opere d’arte classica conservate al museo. Sono 110 i manufatti proposti: sculture gessi tempere provenienti dalla stessa Possagno. Schizzi e disegni da Bassano del Grappa. L’esposizione è da segnalare poi, perché registra il ritorno in Italia de Le tre Grazie. Una delle sei sculture prestate dall’Ermitage, che dialoga con un affresco di Pompei che propone lo stesso tema. Molto diffuso nel mondo greco/romano. Winckelmann sosteneva che se si vuole diventare inimitabili, bisogna imitare, non copiare gli antichi. Monito che ha accompagnato Canova lungo tutto il percorso della sua creazione.

Canova, le tre grazie, Ermitage

Appropriandosi dell’antichità come stimolo per le sue realizzazioni che lo hanno reso celebre come il primo dei moderni. Nelle sue Grazie non ricalca passivamente l’affresco pompeiano. Con la figura centrale vista di schiena. Le scolpisce invece frontalmente come tre giovanissime donne che, sussurrando, dialogano tra loro. Il gruppo marmoreo ripropone le tre figlie di Zeus (Agaia, Eufrosine e Talia) che in genere accompagnano Venere. La sua impostazione è triangolare. Il vertice è posto nella capigliatura della grazia centrale. La nudità callipigia, nella donna di destra in particolare, non dovrebbe suscitare in chi guarda aggressive pulsioni erotiche. L’obiettivo di Canova è la rappresentazione della bellezza ideale attraverso l’elegante perfezione dei corpi. Che esclude qualsiasi irrazionale coinvolgimento emotivo. Corpi avvolti in una morbida luce. Abbracciati in una familiare affettività. Resa attraverso le braccia che si intrecciano, creando sinuose linee curve.

La mostra

“Canova e l’antico”, Mann-Museo Archeologico nazionale di Napoli, fino al 30 giugno 2019.

Fausto Politino

Laureato in filosofia, iscritto all’ordine dei pubblicisti di venezia e già collaboratore del Mattino di Padova. Ora scrivo per la Tribuna di Treviso. Potete seguirmi anche su Twitter: PolitinoF.

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